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Rogero Fiorentino

Rogero Fiorentino has 8 articles published.

Né criminali né uomini perbene

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psicologia del male

Piero Bocchiaro, studioso palermitano nel campo della psicologia sociale e research fellow alla Vrije Universiteit di Amsterdam, si propone ai lettori con un testo interessante quanto sorprendente: “Psicologia del male”, Editori Laterza.

L’autore, nei suoi precisi passaggi tra una dimostrazione e l’altra, mette in crisi la tradizionale dicotomia tra bene e male, giungendo a una ricostruzione attenta dei processi psicologici che determinano l’uno o l’altra cosa.

Il libro si pone ad un pubblico vasto. Lo stile ed i contenuti risultano fruibili ed affascinanti, tanto per gli esperti quanto per i profani.

Gli studi proposti da Bocchiaro, proiettano i fruitori di queste preziose pagine a comprendere cosa spinse un ufficiale nazista Eichmann a decretare la morte di milioni di ebrei, cosa trattenne i testimoni di una feroce aggressione dal soccorrere la vittima innocente, cosa scatenò la furia degli hooligans contro i tifosi italiani durante una finale di coppa, cosa indusse un gruppo di militari a infierire su dei detenuti inermi ad Abu Ghraib. Keep Reading

Vinitaly 2011, il trionfo di Bacco

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Per gli amanti di vini e distillati è arrivato il momento tanto atteso. Da oggi, infatti, fino a domenica 9, è iniziato il Vinitaly di Verona: la più grande fiera dedicata al settore vinicolo.

Quattromila espositori, provenienti da tutto il mondo, presenteranno il top della produzione. Cinque giorni di grandi eventi capaci di attrarre 153mila professionisti del settore e molti appassionati: degustazioni tecniche e non solo di vini e distillati, panoramiche sulle realtà vitivinicole delle diverse regioni italiane e tanti convegni, articolati in conferenze, forum e seminari, che approfondiranno i temi dell’attualità facendo emergere le sfide e le prospettive per il futuro.

Ci sarà da bere, questo è sicuro. Il consiglio è quello di non assaggiare tutte le etichette, si rischia di tornare a casa ubriachi fradici. Una vera impresa per gli appassionati: perché il vino in certi casi è come la muleta: il pezzo di stoffa rossa che il torero muove davanti al toro per provocarlo. Keep Reading

Quando la Francia fu salata come tonnina

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In Sicilia, il malcontento contro gli Angioini esplode durante la festa della chiesa dello Spirito Santo a Palermo: i Francesi di Palermo vennero massacrati e venne costituito un governo popolare. Le città siciliane chiesero la protezione di Papa Martino IV che però rifiutò intimando la sottomissione al re Carlo d’Angiò, pena la scomunica.

La nobiltà siciliana si mette a capo del Vespro e viene acclamato Re Pietro III d’Aragona.

Il Papa scomunica Pietro e indice una crociata contro la Sicilia.

i vespri siciliani

 

A generare l’episodio fu – per quanto ricostruito – la reazione al gesto di un soldato dell’esercito francese, tale Drouet o Droetto, che si era rivolto in maniera irriguardosa ad una donna, mettendole le mani addosso con la scusa di doverla perquisire. Evidentemente esagerò: sposo, parenti e la gente sul sagrato della chiesa reagirono malamente. Fu il caos. La rabbia esplose incontrollata contro i francesi e il loro malgoverno.

Le campane suonarono per quello che verranno denominati “I Vespri siciliani”.

Quel gesto fu appunto la scintilla che dette inizio alla rivolta. Nel corso delle notti che ne seguirono, i palermitani, al grido di “mora, mora!”, si abbandonarono ad una vera e propria caccia ai francesi che dilagò in breve tempo in tutta l’isola.

Si racconta che i siciliani, per individuare i francesi che si camuffavano fra i popolani, mostravano loro dei ceci («cìciri») chiedendo di pronunziarne il nome. Quelli che venivano traditi dalla pronuncia francese per le difficoltà di suono (è difficile infatti pronunciare cìciri per chi parla un’altra lingua) venivano immediatamente uccisi.

Famoso simbolo di quella lotta divenne il termine «Antudo!»; una parola d’ordine usata dagli esponenti della rivolta che ha accompagnato e accompagna ancora, sia i movimenti separatisti che le liste autonomistiche siciliane.

I siciliani con i Vespri si liberarono sorprendentemente da soli. Il tumulto andò oltre: la Città si elesse come libero comune. Alcuni palermitani come Enrico Baverio, Niccolò Ebdemonia, Ruggero Mastrangelo, Nicoloso Ortoleva, furono chiamati ad amministrarla. Keep Reading

Breve storia di Bacco

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Spesso associamo ad un calice di vino, Bacco. E spesso ne sentiamo parlare. Ma chi era Bacco? Nel corso del tempo diverse leggende si sono succedute. Provo a raccontarvi quella più simpatica.

Bacco nasce da Giove, Re di tutti gli Dei e padrone del mondo. E da Semele, donna col dono di sorridere sempre. Il suo maestro fu Sileno, grande bevitore dedito ai divertimenti e con la propensione a scatenare litigi. Bacco, in sintonia con i doveri di quei tempi, accettò di darsi alla vita militare a patto che il suo esercito non ricorresse mai alle armi. Difatti così fu e diede vita alla così chiamata “guerra del fracasso” a cui nessuno, nelle sue battaglie, riuscì a resistere.

Ma un giorno Bacco si accorse che una guerra senza sangue non era abbastanza gloriosa e consultando Sileno rimediò presto. Una certa pianta dava frutti buffi, raggruppati tutti insieme attorno ad un gambo. Strizzando questi frutti ne veniva fuori un liquido rosso che aveva la stessa energia, vigore ed impeti che da il sangue. Come se nell’individuo entrasse una nuova vita. Proprio per questo motivo Sileno gli diede il nome di “vite”.

Bacco fu felicissimo di trovare quanto occorreva alle proprie guerre, procurandosi molti rami della pianta. Conquistò diverse terre, tra cui l’Egitto e l’India, sempre favorito dal fracasso che provocavano i suoi “guerrieri”. Sempre grazie al fracasso provocato dal suo esercito, in ogni territorio assoggettato piantò delle viti, obbligando i sudditi a cibarsene in gran quantità. Soddisfatto della cosa, quando li osservava con il viso sporco di rosso, Bacco era felice: finalmente anche di lui si poteva pensare di aver fatto versare del sangue.

Arrivò anche a sottomettere i nemici soltanto facendoli ubriacare e mai legandoli in catene strette. Ma non fu tutto così facile, soprattutto quando alcuni uomini illustri si indignarono per le strategie usate dal dio. Tra i più noti Licurgo, re della Tracia, che con una grossa scure abbatté molti vigneti. Bacco infuriato non esitò a vendicarsi, ma come suo solito senza usare alcuna violenza. Così, lo fece addormentare e poi gli soffiò sopra un alito caldissimo. Lucurgo si sentì ardere la gola dalla sete e, poiché vicino a lui c’era soltanto una bisaccia con del vino, iniziò a bere con avidità finché non ebbe visto il fondo. Keep Reading

“Raccontare come stanno le cose vuol dire non subirle”

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vieni via con meRoberto Saviano non ha bisogno di presentazioni. Il suo bestseller internazionale Gomorra, è stato tradotto in più di cinquanta Paesi ed ha venduto dieci milioni di copie in Italia e nel mondo. Dall’ottobre 2006 vive sotto scorta a causa delle minacce di morte del clan dei casalesi.
Adesso, dopo alcune pubblicazioni con Mondadori, si ripresenta ai suoi lettori con Vieni via con meedito, questa volta, da Feltrinelli. Otto capitoli, otto storie, ed un ritratto unico dell’Italia.

Vieni via con me il libro, è in qualche modo il seguito dell’evento televisivo dell’anno: raccoglie e amplia i monologhi presentati nella trasmissione omonima ideata e condotta insieme a Fabio Fazio, Ascolti da record, un evento più seguito delle partite di Champions League e dei reality show.

Durante il primo di un ciclo di incontri in libreria, alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, mi sono accorto di avere davanti a me un ragazzo come tanti, ma che come pochi è riuscito a “sparare a raffica” contro la “macchina del fango”, come la chiama lui.
E’ proprio grazie alla scrittura, alla parola, alla voglia di cambiare quello che di più sporco, vigliacco e malavitoso esiste nel nostro Paese.

I racconti, le idee, gli elenchi del suo nuovo libro sono stati partoriti, infatti, “al suono di motori ingolfati da aggiustare, getti d’acqua per raschiare grasso ed olio, e d’aria per gonfiare pneumatici”. La redazione, racconta lo stesso Saviano, “era in un autolavaggio, al primo piano di un’officina milanese dove per motivi di sicurezza eravamo rinchiusi”. Keep Reading

Sanremo: Dio ci salvi dalle mutande di Morandi!

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gianni morandi in mutandePerché Sanremo è Sanremo!

Con questa esclamazione in tanti ricorderanno la kermesse canora più nota d’Italia, giunta ormai alla 61esima edizione, ed in onda tra poche ore sul primo canale di quella che una volta si chiamava Radio Audizioni Italiane.

Dopo cena quindi, molti di noi resteranno sintonizzati su Rai Uno. Alcuni per tradizione, altri per far contenti la mamma che da più di un mese aspetta l’evento televisivo più importante di febbraio.

Credo che per parecchi rappresenti un’isola felice dove per qualche sera è facile approdare e rimanerci con tranquillità. Meglio per loro.

Io ed una buona fetta di italiani invece, capiteremo da quelle parti solo durante uno zapping nervoso a conclusione di una giornata non proprio esaltante a lavoro, o per una cena venuta fuori un po’ male.

Tra noi e noi la parola d’ordine sarà: “d’accordo me l’accollo”. Ma solo perché c’è la Canalis, la Rodriguez e Franco (Battiato) che, da artista imprevedibile qual è, se la giocherà sul Teatro dell’Ariston insieme ai comuni mortali. Keep Reading

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