Tre novembre

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C’è un giorno dopo i morti, ed è questo
piccolo miracolo del calendario
che inchioda la realtà a un elenco
spudorato, dopo i morti

la scadenza delle uova
il ritiro in tintoria
la rata da pagare
il senso della parola data.

Questo giorno più degli altri
batte sulla riva dei fiumi
e nel cuore che abbiamo ribatte
orbite alla vita di terra

ma è stato il cielo del due novembre:
ha dato respiro ai silenzi
alle carezze, ai dolori
come ancore dei semi più verdi.

Così è vero
c’è un giorno dopo i morti, ma è stato
il cielo del giorno prima.

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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