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«Non è un caso che in Ilaria Alpi appaia Mauro Rostagno e che in Mauro Rostagno apparirà Peppino Impastato. Alla fine queste storie sono intrecciate e vogliono comporsi come una trilogia. La storia di Rostagno chiude molte delle esperienze attraversate anche da Peppino e Ilaria. La sua vita attraversa 40 anni di storia d’Italia, di cui lui ha vissuto i più importanti momenti: dal ’68 a Lotta Continua, dai centri sociali ai movimenti, dalle comunità di recupero per tossicodipendenti alla lotta antimafia. È una figura molto rappresentativa di quello che viveva l’Italia di quei decenni». Lo sceneggiatore Marco Rizzo è stato intervistato dal mensile Narcomafie sulla vita a fumetti di Mauro Rostagno, a cui sta lavorando con Nico Blunda e Giuseppe Lo Bocchiaro per le edizioni BeccoGiallo.
5.08.2010 → Commenta
«Elvira Sellerio è morta. Aveva un nome immenso da pietra angolare, non da semplice e fallibile essere umano, anche se era – dicono – una donna umanissima, scorbutica e dolcissima, capace di tenere in sè anime distinte e separate, come talvolta riesce a certi prodigiosi romanzieri che solo nell’ultima pagina azzeccano la sintesi del gran finale. Elvira – la chiamiamo così, col tu che si deve ai grandi, pur senza averla conosciuta personalmente - ha già guadagnato la sua eternità, ricadendo come parola e corpo negli scaffali delle librerie, con la sua opera inimitabile e unica, da pioniera delle luce studiata dei volumi. Alla fine si è consunta, come tutti, e ha lasciato il suo corpo di fragile carne. Ma non è un libro strappato, il resoconto della sua vita. E’ un libro che si chiude con un fruscio di pace». Roberto Puglisi, Livesicilia

Marco Candida ha appena pubblicato la terza puntata del suo diario americano sulla rivista Fernandel: «Da quando sono tornato ho proprio la sensazione d’essere un gigante. I palazzi e i grattacieli americani camminano con me per le strade, me li sento nelle ossa, nelle cosce e specialmente all’altezza del petto. È una strana sensazione di indistruttibilità che non avevo ancora provato. In treno attraverso un campo di grano con qualche covone e mi sento come se potessi allungare una mano dal finestrino e prendere un covone, chiuderlo nel palmo. Per strada a volte mi sembra di poter allungare il collo per guardare al di là di un tetto di tegole, antenne e comignoli. Le sedie, gli alberi, la vegetazione, gli oggetti, tutto si è ristretto, come se in questi ultimi venti giorni Elizabeth avesse messo in lavatrice non solo i miei pantaloni e le mie camicie per farmi il bucato, ma anche sedie, piastrelle, soprammobili, tavolini, strade, automobili, palazzi, chiese e un po’ tutta quanta l’Italia».
3.08.2010 → CommentaAlvy: Non riesco proprio a capire dove abbia sbagliato, non riesco a crederci, in qualche modo lei, lei è sbollita per me. Sarà sarà per qualcosa che ho fatto?
Passante: Non è mai per qualcosa, la gente è fatta così, l’amore svanisce.
Alvy: L’amore svanisce, Dio che pensiero deprimente…
Alvy: Ecco, voi voi, sembrate una coppia molto felice, e e, lo siete?
Coppia di passaggio: Si!
Alvy: E e e questo a cosa lo attribuite?
Ragazza della coppia: Oh io sono superficiale e vuota e non ho mai un’idea e… non ho niente di interessante da dire.
Ragazzo della coppia: Io lo stesso.
Alvy: Ah, ho capito avete unito le vostre intelligenze così da due almeno uno…
