Yallee, i figli degli Umani

Rilanciamo e appoggiamo:

E’ finalmente on line il sito ufficiale di Yallee, la società delle menti a cui partecipo e attraverso cui spero si riuscirà ad allargare il raggio dell’iniziativa culturale, agendo non soltanto in Italia. Chi ricordasse la Cooperativa Intrapresa di Gianni Sassi (fucina da cui provengono i 2/3 dei fondatori di Yallee, e che eiettò straordinarie imprese quali MilanoPoesia, Alfabeta, La Gola) non andrebbe distante dalla realtà. Il che si può comprendere a partire dall’alto tasso di autorialità delle immagini su cui il sito si regge (vi consigliamo di vederle tutte, navigando con le frecce ai lati): sono del fotografo Nicola de Rosa (a mio modestissimo avviso, tra i migliori artisti dell’attuale panorama italiota), uno degli amici di Yallee, che sono tanti e stanno in network. Si interverrà in àmbito digitale e non.

Invito tutti i Miserabili lettori a diventare “amici” di Yallee su Facebook – per me sarebbe importante: da questo momento, con tempistiche non preordinabili, partiranno iniziative molto originali e destinate a coinvolgere molte persone, e la pagina Fb di Yallee è il luogo in cui sarà più semplice e immediato che io ne dia notizia.
Non ripeterò l’adagio digitale: “Stay tuned”. Proferirò il più emotivo: “Stateci vicini”.

Vibrisse dieci anni dopo

dieci anniIl bollettino di Giulio Mozzi compie due lustri. Tutto ebbe inizio via mail per tener i contatti tra Mozzi e quelli che frequentavano i suoi corsi di scrittura. Poi il boom e finalmente il nome trovato da Mauro Mongarli. L’aumento esponenziale degli abbonati al bollettino insospettirono i fornitori del servizio internet a cui s’appoggiava il curatore. Con pazienza spedì l’autorizzazione di ogni singolo abbonato, invano. Vibrisse sparì. Per tornare qualche tempo dopo sul web, in forma di blog, con un indirizzo tutto suo: vibrissebollettino.net. Crebbe la redazione, con la riproposizione della storica squadra e il ritorno di una delle più belle rubriche: “Dopo Carosello”.

Dal bollettino nacque anche la bottega di lettura e la casa editrice vibrisselibri, le vibrisse cartoline, la presentazione dei libri porta a porta e la gettoniera di vibrisse. Per ricordare solo qualcuna delle idee più luccicanti.

E oggi cosa resta di una delle voci più originali del web letterario? Quasi nulla, Mozzi che ha reso epici i suoi viaggi in treno per l’Italia vive di rendita. Ha ripreso le redini del bollettino ma per uno scritto degno d’attenzione ci sono almeno quattro-cinque post tappabuchi. Secondo uno schema ben preciso: musica, analisi iconografica d’un tema, retoriche e un paio d’articoli rilanciati dalle pagine culturali del web, dei quotidiani o di blog amici. Periodicamente Mozzi si presta anche alla riesumazione richiamando dall’oblio un suo riuscitissimo racconto dalle raccolte precedenti o ci fa sbirciare nel suo scrittoio, con lacerti del romanzo a cui lavora in maniera altalenante.

Vibrisse ha dieci anni, nel web corrispondono a più d’un paio d’ere geologiche: Vibrisse ha iniziato il suo cammino con gli stegosauri e oggi barcolla insieme alle auto ad idrogeno. Se la poesia e lo spirito ha fin troppi collaboratori (“purtroppo”, annota Mozzi tra i suoi link) , vibrisse soffre verosimilmente della situazione contraria. Si regge solo su Mozzi e sulle sue personalissime idiosincrasie.

Leggi anche la nostra intervista a Giulio Mozzi

Quel che resta del web letterario

la vera protagonista del web letterario italianoChe cosa resta del web letterario italiano? Un gigantesco universo autosussistente popolato da commentatori compulsivi che fanno il giro delle combriccole spargendo veleno.

Basta guardare le statistiche che recentemente ha pubblicato Giulio Mozzi nel suo bollettino. La navigazione pruriginosa batte perfino l’onnipresente Silvio Berlusconi: Mozzi ha pubblicato gemme e memorabilia ma a stravincere è la vetrina di tette, cosce e culi.

Gironzolando nulla cambia: i post che ricevono più feedback sono quelli di polemica pura, un turbine di tiro al piattello col malcapitato. Sino alla vera e propria persecuzione via modem che subisce Loredana Lipperini nel blog contundente Lapeperini.

Sino al parossismo: il blasonato Nazione Indiana inizia una serie di interviste agli addetti ai lavori della Repubblica delle Lettere e quasi tutti si fermano a far l’analisi logico-grammaticale sulla formulazione – in verità formalmente infelice – delle domande.

La letteratura diventa pretesto per inscenare stupri verbali. Nel vuoto cosmico delle prospettive presenti e future si rimpolpa la vita sciupandola sul web. Scatti di contatore provocano orgasmi, l’invidia tracima. Se qualcuno viene segnalato da uno dei big, repentinamente da “simpatico” viene scagliato nel girone dei sopravvalutati.

La diagnosi è sempre uguale: è stato notato solo per averla fatta ancora una volta fuori dal vaso. Forse ha ragione Vasco Rossi che ha voluto trovare un senso a questa storia finanziando tra un concerto e l’altro Satisfiction.

Pipistrelli, vomito, urla per l’antologia di Halloween

Abbiamo il piacere di annunciare che ricaveremo un’antologia dal Websitehorror. L’antologia verra’ pubblicata ad Halloween del prossimo anno. L’editore sara’ Intermezzi. I curatori dell’antologia saranno il sottoscritto Marco Candida e Chiara Fattori. I testi verranno scelti seguendo i criteri qui di seguito enunciati per punti:
pipistrelli di fango} Prima di tutto appare necessario chiarire lo spirito dell’iniziativa, e lo faremo con un’immagine. Immaginatevi un poco alticci alla fine di una serata tutta divertimento. Albeggia. Siete fermi con l’automobile in qualche solitario angolo di collina. Vi siete appena fatti un croissant caldo a meta’ prezzo tolto fresco dalla teglia del fornaio che ve lo ha passato dal retro del suo esercizio (non c’eravate soltanto voi, ma anche altri, perche’ nella cittadina dove abitate piu’ o meno tutti sanno che in quel giorno particolare della settimana sul far dell’alba quel fornaio distribuisce croissant caldi). Siete con i vostri amici. C’e’ Mauro l’architetto. C’e’ Alberto l’avvocato. C’e’ Giovanni che in attesa di qualcosa di meglio lavora come commesso al Blockbuster. Siete tutte persone rispettabili, e vi state solo passando una serata tra amici – e niente mogli, fidanzate o amanti, grazie. Ad un tratto mentre siete schiacciati in auto con la testa che gira leggermente e osservate i chiarori dell’alba che gettano una luce di magia attorno vi lasciate andare a qualche immaginazione. Magari partite dalla trama di un film fuori commercio che conoscete solo voi o di quel fumetto introvabile che con l’eta’ che avete ancora non smettete di leggere o di quel videogioco mai sentito che avete regalato a vostro nipote. A voi non piace mai fare la parte di quelli che hanno troppa immaginazione. Comunque si tratta di una storia che fa paura, e mentre la raccontate cambiate la trama, aggiungete scene, insomma ci mettete del vostro, reinventate. State ritornando ragazzini, forse addirittura state tornando bambini. Ridete. Fate ululati. Fate “buh!” ai vostri amici. Nella migliore delle versioni di questo bel quadretto a un certo punto vi ritrovate fuori dall’auto a rincorrervi uno con l’altro con le mani alzate come fanno i morti viventi. Proprio voi, si’, che siete architetti, avvocati, che comunque andate sempre in giro ordinati, in giacca e cravatta, e che di solito siete persone che fanno della serieta’ il fondamento primo della loro professione e… be’, della loro esistenza. Ecco. Questo e’ precisamente lo spirito del Websitehorror. Quattro amici che giocano a spaventarsi soltanto un poco l’uno e l’altro…
gufi di gelatina} Benche’ assai soddisfatti per come stanno procedendo le cose, i racconti pubblicati sul Websitehorror, come e’ sotto gli occhi dei lettori, che certo non hanno bisogno di essere guidati nella lettura – cosi’ come quando si ascolta la musica di un violino e anche senza essere degli esperti si riconoscono subito le stonature un poco e’ lo stesso anche con le parole – non tutti sono buoni racconti. Anzi alcuni sono proprio deludenti. Non abbiamo ritenuto pero’ per adesso di fare alcuna selezione perche’ lo spirito del Websitehorror e’, e rimane, soltanto quello di creare uno spazio dove poter praticare un genere letterario che, almeno secondo la nostra osservazione, se si eccettuano rari, rarissimi casi sembra non essere frequentato affatto dagli autori italiani. Percio’ pur trattandosi di una proposta pacifica e ispirata dal puro divertimento, essa contiene alle radici un’obiezione piuttosto inequivocabile: possibile che nel nostro Paese certi generi di storie debbano per forza essere importate? Non possiamo, invece, fabbricarcele da noi, queste storie? Possibile che dobbiamo considerare queste storie il Male, il Nemico, il Diavolo, decidere che un’intera pratica del fare storie e’ spazzatura, chiuderla in un cassone e consegnarla alle tarme e alle ragnatele in soffitta? E’ questo l’atteggiamento giusto? Non e’ invece piu’ saggio addomesticarlo, il mostro? Facciamocele da noi, le nostre storie. Chi ha detto che non siamo capaci?
vomito di plastica} Come dicevamo, ad ogni modo, benche’ soddisfatti per come le cose stanno procedendo, per l’antologia che abbiamo intenzione di ricavare dal Websitehorror purtroppo saremo costretti a indossare il cappello da maestrina, salire in cattedra e dire tu si’ e tu… la prossima volta.
tormenta di ranocchi} Prima di passare a specificare meglio i criteri della sanguinaria selezione alla quale i racconti dell’orrore verranno sottoposti desideriamo chiarire ancora un poco il respiro generale di questa iniziativa, cosa che evidentemente ci sembra molto importante fare, in particolare specificando meglio cio’ che abbiamo espresso brevemente nel punto “gufi di gelatina”. Abbiamo scritto che alcuni racconti sono molto deludenti. Abbiamo osato il paragone tra il suono delle note del violino e le parole di un testo. Pero’ potrebbe anche darsi il caso che a qualcuno le stonature di quel violino piacciano, e che anzi non le giudichi affatto delle stonature, ma note che esaltano e vivificano un’armonia e una melodia altrimenti troppo piatte, troppo banali. Legittimo. Ecco allora che si rende necessario spiegare di che cosa noi andiamo in cerca. Cio’ che ci ha reso perplessi e’ che in molte delle storie pubblicate sul sito ci si accontenta di raccontare i fatti senza chiarire le condizioni che rendano possibile il verificarsi di questi fatti. Se scrivo che un vampiro della Transilvania ha posteggiato la sua Cadillac volante nella Piazza del Duomo di Parma come lettore io voglio essere messo nello spirito di poter credere a questo evento. Come convinto consumatore di gastronomie al sapor d’orrore questa idea mi solletica, e io voglio, oh si’, lo voglio con tutto me stesso di poterci credere. Pero’ subito mi domando: ma a che ora il vampiro della Transilvania ha posteggiato la sua Cadillac volante in Piazza Duomo a Parma? Non c’era nessuno in giro che l’ha visto atterrare? I vigili non gli hanno chiesto se aveva il permesso di posteggiare li’ la Cadillac? Esiste per caso un sistema di monitor che osserva che cosa accade sui cieli di Parma – se ci sono aerei che sbagliano traiettoria, metoriti, mongolfiere, astronavi spaziali e… automobili volanti? Come ha costruito il vampiro la sua Cadillac? Dove l’ha trovata? Ogni singolo fatto che compone una storia diventa migliore se acquista un suo corpo, un suo spessore, e probabilmente diventa realmente anche piu’ gustoso. La parte interessante del raccontare storie e’ prima di tutto la documentazione. Scrivere e’ un’avventura culturale, sempre. Anche se leggo di una gara di oscenita’ tra una strega di Salem e il cannibale di Rotenburg (che, si potrebbe immaginare, ha preso una macchina del tempo ed e’ ritornato nel 1691 per incontrare la figura che ha, Dio ci scampi, ispirato maggiormente la sua condotta etica) sia come lettore che come autore io voglio poter imparare qualcosa alla fine: voglio uscirne arricchito di qualcosa che non sapevo: mi basta anche solo un fatto, una parola, un modo di immaginare, l’uso della virgola… Senza esagerare, pero’, eh! Che dopo mi stanco, mi sembra di leggere uno che scrive per tener corsi di scrittura creativa, e non di uno che tiene corsi di scrittura creativa perche’ scrive…
coboldi di zucchero filato} Attenzione attenzione attenzione! Siamo tra amici! Ci dispiace se nel punto “tormenta di ranocchi” siamo apparsi presuntuosi nel dir la nostra, ma cercavamo solo di esprimere il nostro desiderio come lettori circa le storie che vorremmo leggere!
teschietti di sughero} Alcuni racconti dal sito dell’orrore ci sono parsi comunque buoni. Non diremo quali sono di modo che agli autori di questi racconti magari venga voglia di consegnarci qualcosa di ancora migliore.
cornacchie venete} Alcuni autori presenti nel sito dell’orrore ci sono parsi interessanti. Li contatteremo per chiedere a loro storie fatte ancora meglio.
polipi di gomma} Verranno presi in considerazione anche racconti scritti in lingua straniera sia da autori italiani che stranieri.
motosega rumorosa} Se non e’ ancora chiaro dopo la premessa contenuta nel punto “pipistrelli di fango”, qui ribadiamo di preferire racconti che non presentino soggetti troppo violenti e desideriamo non alimentare credenze superstiziose circa l’occultismo – caproni del sabba, messe nere, pentacoli…
urlo di vecchiaccia strangolata} Sentitevi comunque liberi di fare tutto quello che vi pare e ricordate: in una storia dell’orrore piu’ e’ credibile e piu’ e’ incredibile! (Questa e’ mia; non di Stephen King)
ossa di brontosauro in padella} I racconti presenti nell’antologia verrano preventivamente pubblicati sul Websitehorror. L’indirizzo del sito e’ http://www.websitehorror.com. Chi desidera partecipare puo’ inviare i racconti all’indirizzo che trovera’ sul sito. Terremo aggiornati i lettori e i partecipanti attraverso il gruppo Facebook e usando ogni altro canale a disposizione compresi i megafoni e le trombe da stadio. Abbiamo un anno per fare le cose per bene e vi promettiamo che non verra’ solo un cosa bella, ma sara’ proprio una cosa che vi fara’ restare secchi sul ring nel giro di tre round. Percio’ siete ancora tutti in tempo per fregarci l’idea!

Riceviamo e condividiamo. Semplicemente perché stimiamo e apprezziamo Marco Candida e la sua ultima creatura, il sito Websitehorror è davvero una gran bella e geniale iniziativa.

Abbiamo il piacere di annunciare che ricaveremo un’antologia dal Websitehorror. L’antologia verra’ pubblicata ad Halloween del prossimo anno. L’editore sara’ Intermezzi. I curatori dell’antologia saranno il sottoscritto Marco Candida e Chiara Fattori. I testi verranno scelti seguendo i criteri qui di seguito enunciati per punti:

pipistrelli di fango} Prima di tutto appare necessario chiarire lo spirito dell’iniziativa, e lo faremo con un’immagine. Immaginatevi un poco alticci alla fine di una serata tutta divertimento. Albeggia. Siete fermi con l’automobile in qualche solitario angolo di collina. Vi siete appena fatti un croissant caldo a meta’ prezzo tolto fresco dalla teglia del fornaio che ve lo ha passato dal retro del suo esercizio (non c’eravate soltanto voi, ma anche altri, perche’ nella cittadina dove abitate piu’ o meno tutti sanno che in quel giorno particolare della settimana sul far dell’alba quel fornaio distribuisce croissant caldi). Siete con i vostri amici. C’e’ Mauro l’architetto. C’e’ Alberto l’avvocato. C’e’ Giovanni che in attesa di qualcosa di meglio lavora come commesso al Blockbuster. Siete tutte persone rispettabili, e vi state solo passando una serata tra amici – e niente mogli, fidanzate o amanti, grazie. Ad un tratto mentre siete schiacciati in auto con la testa che gira leggermente e osservate i chiarori dell’alba che gettano una luce di magia attorno vi lasciate andare a qualche immaginazione. Magari partite dalla trama di un film fuori commercio che conoscete solo voi o di quel fumetto introvabile che con l’eta’ che avete ancora non smettete di leggere o di quel videogioco mai sentito che avete regalato a vostro nipote.

A voi non piace mai fare la parte di quelli che hanno troppa immaginazione. Comunque si tratta di una storia che fa paura, e mentre la raccontate cambiate la trama, aggiungete scene, insomma ci mettete del vostro, reinventate. State ritornando ragazzini, forse addirittura state tornando bambini. Ridete. Fate ululati. Fate “buh!” ai vostri amici. Nella migliore delle versioni di questo bel quadretto a un certo punto vi ritrovate fuori dall’auto a rincorrervi uno con l’altro con le mani alzate come fanno i morti viventi. Proprio voi, si’, che siete architetti, avvocati, che comunque andate sempre in giro ordinati, in giacca e cravatta, e che di solito siete persone che fanno della serieta’ il fondamento primo della loro professione e… be’, della loro esistenza. Ecco. Questo e’ precisamente lo spirito del Websitehorror. Quattro amici che giocano a spaventarsi soltanto un poco l’uno e l’altro…

gufi di gelatina} Benche’ assai soddisfatti per come stanno procedendo le cose, i racconti pubblicati sul Websitehorror, come e’ sotto gli occhi dei lettori, che certo non hanno bisogno di essere guidati nella lettura – cosi’ come quando si ascolta la musica di un violino e anche senza essere degli esperti si riconoscono subito le stonature un poco e’ lo stesso anche con le parole – non tutti sono buoni racconti. Anzi alcuni sono proprio deludenti. Non abbiamo ritenuto pero’ per adesso di fare alcuna selezione perche’ lo spirito del Websitehorror e’, e rimane, soltanto quello di creare uno spazio dove poter praticare un genere letterario che, almeno secondo la nostra osservazione, se si eccettuano rari, rarissimi casi sembra non essere frequentato affatto dagli autori italiani. Percio’ pur trattandosi di una proposta pacifica e ispirata dal puro divertimento, essa contiene alle radici un’obiezione piuttosto inequivocabile: possibile che nel nostro Paese certi generi di storie debbano per forza essere importate? Non possiamo, invece, fabbricarcele da noi, queste storie? Possibile che dobbiamo considerare queste storie il Male, il Nemico, il Diavolo, decidere che un’intera pratica del fare storie e’ spazzatura, chiuderla in un cassone e consegnarla alle tarme e alle ragnatele in soffitta? E’ questo l’atteggiamento giusto? Non e’ invece piu’ saggio addomesticarlo, il mostro? Facciamocele da noi, le nostre storie. Chi ha detto che non siamo capaci?

vomito di plastica} Come dicevamo, ad ogni modo, benche’ soddisfatti per come le cose stanno procedendo, per l’antologia che abbiamo intenzione di ricavare dal Websitehorror purtroppo saremo costretti a indossare il cappello da maestrina, salire in cattedra e dire tu si’ e tu… la prossima volta.

tormenta di ranocchi} Prima di passare a specificare meglio i criteri della sanguinaria selezione alla quale i racconti dell’orrore verranno sottoposti desideriamo chiarire ancora un poco il respiro generale di questa iniziativa, cosa che evidentemente ci sembra molto importante fare, in particolare specificando meglio cio’ che abbiamo espresso brevemente nel punto “gufi di gelatina”. Abbiamo scritto che alcuni racconti sono molto deludenti. Abbiamo osato il paragone tra il suono delle note del violino e le parole di un testo. Pero’ potrebbe anche darsi il caso che a qualcuno le stonature di quel violino piacciano, e che anzi non le giudichi affatto delle stonature, ma note che esaltano e vivificano un’armonia e una melodia altrimenti troppo piatte, troppo banali. Legittimo. Ecco allora che si rende necessario spiegare di che cosa noi andiamo in cerca. Cio’ che ci ha reso perplessi e’ che in molte delle storie pubblicate sul sito ci si accontenta di raccontare i fatti senza chiarire le condizioni che rendano possibile il verificarsi di questi fatti. Se scrivo che un vampiro della Transilvania ha posteggiato la sua Cadillac volante nella Piazza del Duomo di Parma come lettore io voglio essere messo nello spirito di poter credere a questo evento. Come convinto consumatore di gastronomie al sapor d’orrore questa idea mi solletica, e io voglio, oh si’, lo voglio con tutto me stesso di poterci credere. Pero’ subito mi domando: ma a che ora il vampiro della Transilvania ha posteggiato la sua Cadillac volante in Piazza Duomo a Parma? Non c’era nessuno in giro che l’ha visto atterrare? I vigili non gli hanno chiesto se aveva il permesso di posteggiare li’ la Cadillac? Esiste per caso un sistema di monitor che osserva che cosa accade sui cieli di Parma – se ci sono aerei che sbagliano traiettoria, metoriti, mongolfiere, astronavi spaziali e… automobili volanti? Come ha costruito il vampiro la sua Cadillac? Dove l’ha trovata? Ogni singolo fatto che compone una storia diventa migliore se acquista un suo corpo, un suo spessore, e probabilmente diventa realmente anche piu’ gustoso. La parte interessante del raccontare storie e’ prima di tutto la documentazione. Scrivere e’ un’avventura culturale, sempre. Anche se leggo di una gara di oscenita’ tra una strega di Salem e il cannibale di Rotenburg (che, si potrebbe immaginare, ha preso una macchina del tempo ed e’ ritornato nel 1691 per incontrare la figura che ha, Dio ci scampi, ispirato maggiormente la sua condotta etica) sia come lettore che come autore io voglio poter imparare qualcosa alla fine: voglio uscirne arricchito di qualcosa che non sapevo: mi basta anche solo un fatto, una parola, un modo di immaginare, l’uso della virgola… Senza esagerare, pero’, eh! Che dopo mi stanco, mi sembra di leggere uno che scrive per tener corsi di scrittura creativa, e non di uno che tiene corsi di scrittura creativa perche’ scrive…

coboldi di zucchero filato} Attenzione attenzione attenzione! Siamo tra amici! Ci dispiace se nel punto “tormenta di ranocchi” siamo apparsi presuntuosi nel dir la nostra, ma cercavamo solo di esprimere il nostro desiderio come lettori circa le storie che vorremmo leggere!

teschietti di sughero} Alcuni racconti dal sito dell’orrore ci sono parsi comunque buoni. Non diremo quali sono di modo che agli autori di questi racconti magari venga voglia di consegnarci qualcosa di ancora migliore.

cornacchie venete} Alcuni autori presenti nel sito dell’orrore ci sono parsi interessanti. Li contatteremo per chiedere a loro storie fatte ancora meglio.

polipi di gomma} Verranno presi in considerazione anche racconti scritti in lingua straniera sia da autori italiani che stranieri.

motosega rumorosa} Se non e’ ancora chiaro dopo la premessa contenuta nel punto “pipistrelli di fango”, qui ribadiamo di preferire racconti che non presentino soggetti troppo violenti e desideriamo non alimentare credenze superstiziose circa l’occultismo – caproni del sabba, messe nere, pentacoli…

urlo di vecchiaccia strangolata} Sentitevi comunque liberi di fare tutto quello che vi pare e ricordate: in una storia dell’orrore piu’ e’ credibile e piu’ e’ incredibile! (Questa e’ mia; non di Stephen King)

ossa di brontosauro in padella} I racconti presenti nell’antologia verrano preventivamente pubblicati sul Websitehorror. L’indirizzo del sito e’ http://www.websitehorror.com. Chi desidera partecipare puo’ inviare i racconti all’indirizzo che trovera’ sul sito. Terremo aggiornati i lettori e i partecipanti attraverso il gruppo Facebook e usando ogni altro canale a disposizione compresi i megafoni e le trombe da stadio. Abbiamo un anno per fare le cose per bene e vi promettiamo che non verra’ solo un cosa bella, ma sara’ proprio una cosa che vi fara’ restare secchi sul ring nel giro di tre round. Percio’ siete ancora tutti in tempo per fregarci l’idea!

Corna e criniera

Dopo aver tentato nel nostro piccolo un incompleto censimento del web letterario assistiamo all’ennesima frittura d’aria in cui puntualmente muta qualsiasi tentativo di confronto tra la carta stampata e la rete.

Il copione è immutabile: al giornalista di turno basta  una ricognizione monca e parlare con un blogger quotato per tirare le somme d’un dibattito vivo e vitale. E i diretti interessati non perdono tempo a rispondere per le rime, dopo essere stati definiti animali da tastiera con corna e criniera.