Sono un cane. Un cane di plastica. Un cane di plastica cinese, Taiwan, per la precisione. Così c’è scritto sotto la mia pancia. Sono un cane di plastica di Taiwan e lavoro su di una scrivania. La sorveglio, per la precisione. Mi piace il mio lavoro, devo avere a mente l’esatta posizione di tutti gli [...]
Un cuore rattoppato con lo scotch. Il nastro adesivo a volere pensare a un’immagine romantica. Il whiskey, se si vuole essere concreti. Non era un’immagine patetica, come potrebbe sembrare. Nella mia testa il whiskey non solo annebbiava i pensieri ma mi faceva sembrare più forte di quanto fossi in quel momento. Giulia aveva deciso di [...]
Rotolò giù e finì in mezzo ai rovi. E fortuna che non li colpì con la faccia, ma le mani e le braccia gli si segnarono di rosso. Il volo era colpa della sua gamba poliomielitica – la sua benedizione – oppure solo della fretta e della trazzera sconnessa? Si rimise in piedi e andò [...]
Dodici anni fa scrissi il mio primo racconto lungo, Dicotomici furori. Fu un successo. Se lo passavano tutti, leggendo tra un’equazione e una pagina di latino quello che a fatica avevo battuto a macchina e illustrato, smanettando su una paleozoica versione di Photoshop. Poi, mentre mi preparavo per gli esami di maturità, gli diedi un [...]
Avevo dato io il nome ad ogni oggetto della stanza, è sempre stata una mania. Quando sono arrivata ho ritrovato tutto, ma ho voluto rimanere un po’ sulla soglia, col trench addosso e la borsa tra le mani. Lui mi ha richiuso la porta alle spalle e il soffio rassicurante della luce pomeridiana è scivolato [...]
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Sono chinato sulle ginocchia a spiare la casa dalla finestra a piano terra. Dentro non vedo nessuno (per il semplice fatto che io sono fuori) ma riesco ogni tanto a leggere l’etichette dei barattoli che sono poggiati sulla dispensa. Dico ogni tanto, perché basta poco e il fiato appanna il vetro, e io sono costretto [...]
[intro] [1][2][3][4][5][6] La famiglia Battaglia portava ancora il lutto stretto e di fianco alla persiana e alle sue gelosie verniciate di verde bottiglia c’era la cartolina funebre “per il mio caro figlio” che oramai si leggeva a mala pena. Michele non aveva avuto manco un funerale, che don Calorio irremovibile fu: per i suicidi le porte [...]
Finalmente un po’ d’aria per mettere da parte la cazzuola, scrollarsi la polvere di dosso e correre verso il marsupio abbandonato nel furgone. Correre proprio, ma senza darlo a vedere a quei cosi inutili che lavoravano con lui. Sempre pronti a prenderlo per il culo per ogni cosa. A tirare in ballo culi e tette [...]
[intro] [1][2][3][4][5][6] È tradizione che il presepe si faccia sempre la domenica prima dell’Immacolata e tutti assieme: si tirano fuori le pecorelle, i pastori, l’angelo che sventola il drappo in cui c’è scritto “Gloria in Excelsis Deo”, lo scantato, l’addumisciuto e la vecchina che carda la lana, la lavandaia a cui saltò la testa e che [...]
[intro] [1][2][3][4][5][6] «Rossellina, lo vuoi un mottarello?» «Minico, quelle cose confezionate lasciale agli americani e agli amici loro, che meglio del gelato alla nocciola del bar Carmelo non ce n’è» Nell’emporio dei Lanzafame era arrivata un’alitata di progresso, dopo quasi cent’anni di resistenza a qualsiasi novità, accanto alle bottiglie d’anice comparvero di soppiatto le merendine e [...]
Un grosso camion sporco e puzzolente. Dietro la grande bocca dentata che rimastica la sua immondizia e vomita liquami scuri. Un mostro chiamato autocompattatore. A cavallo che lo governano tre operai in divisa arancione fosforescente. Faccia dura e cinica, tipo Far West. Quello aggrappato alla pedana di dietro, a pochi centimetri dalla bocca che rimastica, [...]
[intro] [1][2][3][4][5][6] La signora Pinuzza iniziò a cucire biancheria di fino per i corredi delle comalesi prossime a maritarsi, così poteva far campare dignitosamente Rossella e Caterina. Ninuzzo ora studiava teologia a Messina e venne fuori che voleva farsi gesuita. Quella notizia portò una ventata di rispettabilità tra le mura dei Lo Cicero, tanto che i [...]



