Cambiare le cose

Padre Pino, non sei riuscito a cambiare le cose, ma le persone che hai incontrato; non tutte, ma tante. Per loro, è stata una questione di fortuna incontrarti ma anche di scelta, forte, nel posto in cui le hai incontrate. Come ci si può aspettare che un uomo solo cambi le cose? Un uomo, se va bene, può cambiare le persone, perché mi sembra che le “cose” siano tali per definizione, altrimenti avrebbero un nome diverso – sarebbero altre cose – oppure si chiamerebbero persone, invece che “cose”.
Il nome delle persone, sì, contiene qualcosa di trasformabile. Non credo perciò che dire “sei morto inutilmente” sia rispettoso – anzi, credo sia quasi un’offesa – nei confronti dei singoli che oggi devono la loro vita onesta a te, padre Puglisi. Per loro, per i tuoi amici, inutile non sei stato e sappiamo: chi salva anche una sola vita, chi salva un bambino, salva il mondo intero. E in quel mondo, quante cose hai cambiato. Tutto.

Il Generale Dalla Chiesa e la lotta globale alla mafia

Trentadue anni fa veniva ucciso il Generale Dalla Chiesa. Le sue intuizioni gli costarono la vita. Per non dimenticare consigliamo una serie di letture.

“La Mafia ormai sta nelle maggiori città italiane dove ha fatto grossi investimenti edilizi, o commerciali e magari industriali. Vede, a me interessa conoscere questa accumulazione primitiva del capitale mafioso, questa fase di riciclaggio del denaro sporco, queste lire rubate, estorte che architetti o grafici di chiara fama hanno trasformato in case moderne o alberghi e ristoranti à la page. Ma mi interessa ancora di più la rete mafiosa di controllo, che grazie a quelle case, a quelle imprese, a quei commerci magari passati a mani insospettabili, corrette, sta nei punti chiave, assicura i rifugi, procura le vie di riciclaggio, controlla il potere… [...] Il segreto bancario. La questione vera non è lì. Se ne parla da due anni e ormai i mafiosi hanno preso le loro precauzioni. E poi che segreto di Pulcinella è? Le banche sanno benissimo da anni chi sono i loro clienti mafiosi. La lotta alla Mafia non si fa nelle banche o a Bagheria o volta per volta, ma in modo globale”. Dall’ultima intervista al Generale Dalla Chiesa di Giorgio Bocca, Repubblica 10/8/82.

Suo figlio Nando, intervistato sempre da Bocca un mese dopo disse ”Non abbandonerò alla dimenticanza gli ideali di giustizia di mio padre”. Il professore Dalla Chiesa quella promessa l’ha mantenuta.

Un’altra ruga di Palermo

Ricopio il bell’articolo di Daniele Billitteri uscito ieri sul Giornale di Sicilia. Da due anni il quartiere Vergine Maria di Palermo ha ripreso una storica festa di borgata, unendo all’intrattenimento anche la denuncia sul rischio che si perda tutto un mondo, una cultura e un’identità storica locale che per secoli ha ruotato intorno alla meravigliosa tonnara Bordonaro.

Ufficialmente è una festa. Di fatto è una protesta. Ma le due cose decidono di convivere e mettono su casa insieme diventando una festosa protesta. La borgata di Vergine Maria, per il secondo anno consecutivo (e dopo una pausa, chiamiamola così, di 30 anni), ha festeggiato i pescatori con una serie di manifestazioni iniziate giovedì scorso e finite ieri sera. Per rinfrescare la memoria, per parlare a tutta la città, per dire che il destino di una borgata non può essere quello di un satellite che gira attorno al Pianeta, che c’è una cultura che non va persa. Specie se con essa si perdono identità, connotati e cuore a vantaggio di un concetto di divertimento uguale dappertutto.

Gisella Taormina è la presidentessa dell’associazione “Nostra Donna del Rotolo”. “Noi – dice – con questa festa abbiamo raccontato la storia di Vergine Maria, una borgata bellissima, dal passato prestigioso”. E uno dei responsabili dell’associazione, Giuseppe Alessi, sottolinea: “Tanti anni fa Vergine Maria era un opificio a cielo aperto. Ma lei lo sa che qui si costruiva il cordame usato nella marineria di tutta Italia?”. E Agostino Prestigiacomo, 84 anni, racconta di essere stato anche lui un cordaro al punto di avere fatto di tutto con le corde: modellini di barche, perfino un presepe lodato dall’Arcivescovato. Ora lo invitano nelle scuole a insegnare ai ragazzini a fare i nodi marinari: il Savoia, il Parlato, le Gasse d’amante, la Bandiera.

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Palestina

Fra poco la morte cambierà nome: si chiamerà palestina; i morti, palestini. Allora succederà che un uomo, raggiunto l’ultimo buco di culo non ancora esplorato del pianeta, lo battezzerà morte e la tribù che ci viveva – insieme all’arrembante nuova “civiltà” – si chiameranno morti. E se ne parlerà in toni perfettamente normali, perché la paura e l’angoscia si saranno spostate su quell’altra parola.
Quando palestinerà il vecchio capo tribù, l’intera comunità costruirà un monumento in suo onore indicendo il lutto nazionale. Per spiegare la cosa ai loro figli, le madri diranno che il vecchio capo ha raggiunto i nonni, nella terra bagnata dal Giordano di cui parlano i testi sacri e che un giorno, prima o poi, raggiungeremo tutti. Qualche bambino, ancora troppo piccolo per capire il concetto di palestina, farà spallucce e tornerà a giocare spensierato in giardino, sotto il cielo sereno di morte.

Il programma del 390esimo Festino di Santa Rosalia

Riceviamo e pubblichiamo

Monica Maimone regista e direttore artistico della Mymoon ha presentato il programma artistico del 390° Festino di Santa Rosalia circondata da tutti gli artisti che vi prenderanno parte. Insieme a lei l’assessore alla cultura del Comune di Palermo, Francesco Giambrone.

 

LO SPETTACOLO. Il programma artistico, sarà articolato, a partire dal 10 luglio, in vari luoghi del centro storico della città, e culminerà con lo spettacolo sul piano della Cattedrale e con il consueto corteo trionfale lungo il Cassaro e il lungomare di Palermo la notte del 14 luglio. Più di cinquanta performer, attori e danzatori daranno vita a Solitaria di Dio, scritto e ideato dalla Maimone in forma di grande spettacolo popolare che prende le mosse dal racconto della vita di Rosalia, Santuzza virtuosa e ribelle. In otto quadri e un prologo (durata 50’), con l’ausilio di proiezioni e video-scenografie sulla facciata della Cattedrale, sarà ricostruito il percorso che porta la ragazza, appartenente alla corte del re, a rifiutare i privilegi della sua posizione e, attraverso il gesto simbolico del taglio dei capelli, a scegliere di dedicare la sua vita agli ultimi. La voce potente di Serena Laocuntastorie siciliana, tuonerà da una terrazza della cattedrale, sullo sfondo di videoscenografie animate come un cartellone da cantastorie.

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