392° Festino di Santa Rosalia. La festa dei palermitani

“Il festino di Santa Rosalia appartiene alla città e ad ogni palermitano. In questa edizione – spiega il direttore artistico, Lollo Franco – il tema scelto dall’amministrazione comunale fa riferimento alla valorizzazione del percorso Arabo-Normanno riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale per l’Umanità e alle tradizioni e alla cultura popolare in occasione del Centenario di Giuseppe Pitrè, il grande studioso il cui immenso lavoro si intreccia col tempo di oggi, come a perpetuare l’idea di una cultura dello spettacolo che supera i limiti del tempo. Tutto ciò sposa la mia storia di artista per avere sempre dato lustro al teatro “popolare e di ricerca delle tradizioni” che ha accompagnato la mia carriera di attore, regista, organizzatore di grandi eventi e per la grande conoscenza del territorio palermitano e della storia della nostra città”.

Un Festino, quindi, di grande tradizione ma anche di grande innovazione a partire dalla ideazione del carro che si ispira al carro del Pitrè sviluppandosi in altezza, un carro ricco di decori: Triumphus lucis ma che stupirà per la sua caratteristica di scomposizione-composizione. Leggi tutto “392° Festino di Santa Rosalia. La festa dei palermitani”

Trame. 3 – Festival dei libri sulle mafie

«La trama è il filo che costituisce la parte trasversale del tessuto; avvolto sulle spole, viene introdotto per mezzo della navetta tra i fili dell’ordito per ottenere l’intreccio del tessuto». La Treccani conferma che la trama serve, molto in breve, a tenere insieme un tessuto; che sia di stoffa, vegetale, animale, sociale, narrativo, il dato già acquisito resta la sua coesione. Non potevano scegliere parola migliore – penso entrando per la prima volta a Montecitorio – per battezzare questo “festival dei libri sulle mafie” che si terrà per il terzo anno consecutivo a Lamezia Terme, dal 19 al 23 giugno. Iniziativa lodevole perché in alcune terre e contesti l’aggregazione serve e salva più che altrove. E potrei anche finirla qua: definizione, oggetto, luogo, raccomandazione.

Invece, poso gli oggetti antipatici al metal detector e passo con un cartoncino pinzato alla tasca – conferenza in sala Aldo Moro – da questa parte del Palazzo, «è necessario tenerlo sempre in vista, signore». Qui dentro sono tutti puliti, sistemati ecco, il vestito non fa una piega e sorridono quando ti guardano o camminano in sordina, è il loro lavoro; se no conversano in mezzo a tanto legno e ottone, tramando fili di voce nelle miriadi cubiche d’aria impassibile per i metri d’altezza ai soffitti dipinti. Qui si fa la nostra Storia, o almeno si ratifica quella che per lo più è decisa in case che non sono palazzi dove la gente sorride, per viuzze lontano da quel piazzale: l’Italia, spesso e non sempre, è un mistero che conoscono in tanti, il segreto di Pulcinella.

Ma non voglio andare fuori trama, e poi ho deciso di venire qui dando una tregua ad alcuni miei pregiudizi, già tanto solleticati dai tank media telematici: ai festival fiere saloni e compagnia bella sui libri si registra sempre tanta affluenza; con la galassia pubblicistico-immaginativa sulle mafie si fanno tanti bei dindi. Non dico sia facile, ma ogni tanto è bene ricordarsi che esistono anche le persone vere, ascoltare senza filtro le cose che fanno in carne e ossa, sentirle parlare della lotta che portano avanti lontano da qui, in una realtà ad aria compressa. Leggi tutto “Trame. 3 – Festival dei libri sulle mafie”

Il male naturale a Milano

The Hung © Paolo Castronovo
The Hung © Paolo Castronovo

A me piacerebbe che si seppellissero i morti nei pioppeti che ci sono dappertutto sui bordi della città, nelle anse del fiume e dei canali che la circondano. Sotto ogni pioppo seppellirei un morto e le radici dell’albero avvolgerebbero lentissimamente il corpo come fa il ragno crociato quando si butta sulla preda e la stringe a sé con tutte le otto zampe e poi la morde iniettando il veleno che non uccide ma paralizza, in modo che la carne rimanga viva e fresca per i pasti successivi: allo stesso modo le radici dell’albero mi avvolgerebbero e poi una, con lentezza vegetale, mi trafiggerebbe sottraendomi quel tanto di vita che serve per la vita dell’albero.

Stasera alle 19 a Milano allo Spazio Melampo di via Carlo Tenca, 7 verrà presentata la riedizione de Il male naturale, il capolavoro di Giulio Mozzi.
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Quando la Francia fu salata come tonnina

In Sicilia, il malcontento contro gli Angioini esplode durante la festa della chiesa dello Spirito Santo a Palermo: i Francesi di Palermo vennero massacrati e venne costituito un governo popolare. Le città siciliane chiesero la protezione di Papa Martino IV che però rifiutò intimando la sottomissione al re Carlo d’Angiò, pena la scomunica.

La nobiltà siciliana si mette a capo del Vespro e viene acclamato Re Pietro III d’Aragona.

Il Papa scomunica Pietro e indice una crociata contro la Sicilia.

i vespri siciliani

 

A generare l’episodio fu – per quanto ricostruito – la reazione al gesto di un soldato dell’esercito francese, tale Drouet o Droetto, che si era rivolto in maniera irriguardosa ad una donna, mettendole le mani addosso con la scusa di doverla perquisire. Evidentemente esagerò: sposo, parenti e la gente sul sagrato della chiesa reagirono malamente. Fu il caos. La rabbia esplose incontrollata contro i francesi e il loro malgoverno.

Le campane suonarono per quello che verranno denominati “I Vespri siciliani”.

Quel gesto fu appunto la scintilla che dette inizio alla rivolta. Nel corso delle notti che ne seguirono, i palermitani, al grido di “mora, mora!”, si abbandonarono ad una vera e propria caccia ai francesi che dilagò in breve tempo in tutta l’isola.

Si racconta che i siciliani, per individuare i francesi che si camuffavano fra i popolani, mostravano loro dei ceci («cìciri») chiedendo di pronunziarne il nome. Quelli che venivano traditi dalla pronuncia francese per le difficoltà di suono (è difficile infatti pronunciare cìciri per chi parla un’altra lingua) venivano immediatamente uccisi.

Famoso simbolo di quella lotta divenne il termine «Antudo!»; una parola d’ordine usata dagli esponenti della rivolta che ha accompagnato e accompagna ancora, sia i movimenti separatisti che le liste autonomistiche siciliane.

I siciliani con i Vespri si liberarono sorprendentemente da soli. Il tumulto andò oltre: la Città si elesse come libero comune. Alcuni palermitani come Enrico Baverio, Niccolò Ebdemonia, Ruggero Mastrangelo, Nicoloso Ortoleva, furono chiamati ad amministrarla. Leggi tutto “Quando la Francia fu salata come tonnina”