di Andrea Tuttoilmondo Sirigu 6,5 – L’esordio mondiale del portierone rosanero è buono. Attento per quasi tutti i 90 minuti, non ha colpe sulla pasta eccessivamente scotta tolta dal fuoco troppo tardi dalla fidanzata nonostante i suoi continui avvertimenti sulla cottura. Si concede un’unica distrazione ad inizio ripresa quando, maledicendo la tv per l’ennesimo passaggio [...]
Terminare la vita tra le stragi e l’orrore è potuto accadere per l’abnorme sviluppo del pensiero poiché il pensiero non è mai buono in sé. Il pensiero è aberrante per natura. Era frenato un tempo da invisibili Numi, ora gli idoli sono in carne e ossa e hanno appetito. Noi siamo il loro cibo. Il [...]
Una nuova parola, contro lo svanire della realtà dietro la messa in scena reiterata nei discorsi del capo e della sua pancia affaristico-mediatica. Da Repubblica di oggi, uscita con una prima pagina interamente bianca per protesta contro la cosiddetta legge-bavaglio, apprendo che quest’uomo ha inventato un termine incredibile (ai miei occhi e alle mie orecchie): [...]
Io t’amo o pia cicala e un trillargento ci spàffera nel cuor la tua canzona. Canta cicala frìnfera nel vento: E gnacche alla formica ammucchiarona! Che vuole la formica con quell’umbe da mòghera burbiosa? È vero, arzìa per tutto il giorno, e tràmiga e cucumbe col capo chino in mogna micrargìa. Verrà l’inverno sì, verrà [...]
Dicono tutti: “Ah, la voluttà del proibito!” Io non capisco. Io non ho mai cercato che il permesso, le porte aperte, le stanze calde, e come arrivare alla sala del trono. Io sempre in prima fila quando c’è da sperare, sempre in ammirazione per chi fa qualche cosa, forse, mi dico, mi prenderà con sé, [...]
L’idea-immagine più forte, nelle vignette di Gianni Allegra, è rappresentata dall’omino appeso a un filo. E’ una specie di acrobata disperato: forse c’è stato un tempo in cui camminava sul filo, anziché aggrapparcisi. Magari in passato quell’omino è stato un’attrazione circense, capace di arrivare da un capo all’altro del suo filo con brillantezza e spavalderia. [...]
(Traduzione di Domenico Porzio) Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che premedita un colore e una forma. Il tipografo che compone [...]
(traduzione di Giuseppe Bevilacqua) E tu, tu pure – fatta crisalide, come tutto quello che la notte ha cullato. Questo sfarfallio, questo volteggiare intorno: io lo sento – e non lo vedo! E tu, come tutto quello che è sottratto al giorno: crisalide. E occhi, che ti cercano. Tra questi il mio. Uno sguardo: un [...]
Inauguriamo un nuovo spazio. Non un settimanale di poesie ma una poesia settimanale. Una rubrica, un cantuccio dove il tempo del raccontare sarà spinto da un vento leggero e sicuro, come quello che sostiene le donne di Chagall e il loro sguardo sopra al mondo. Lungi da derive intellettualistiche o cattedratiche, questo ritaglio di pagina [...]
Un sentimento di avversione e di dispregio si stabilisce di frequente negli amatori e custodi della grande poesia del passato di fronte alla poesia e letteratura loro contemporanea e si manifesta nel non degnarla di attenzione e in una certa preconcetta ostilità che l’animo equo riesce a vincere non senza sforzo. Nè quel sentimento è [...]
E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto? Sì. E cos’è che volevi? Potermi dire amato, sentirmi amato sulla terra. Raymond Carver, Ultimo frammento Sin dove arriva a scavare la talpa dei ricordi mi vedo bimbo panciuto a far presepi con mio padre, perché mia madre non si è mai accontentata di [...]
Sotto forma di falsa recensione di un libro attribuito a tale Crabe Backwards, osservavo che negli ultimi tempi si erano verificati degli sviluppi tecnologici che rappresentavano dei veri e propri passi all’indietro. Osservavo che la comunicazione pesante era entrata in crisi verso la fine degli anni settanta. Sino ad allora lo strumento principe della comunicazione [...]
Sì me ne andai. Lo feci prima ancora di compiere vent’anni. Furono gli scrittori a portarmi via. London, Dreiser, Sherwood Anderson, Thomas Wolfe, Hemingway, Fitzgerald, Silone, Hamsun, Steimbeck. In trappola, barricato contro il buio e la solitudine della valle, me ne stavo lì coi libri della biblioteca pubblica impilati sul tavolo da cucina, solo, ad [...]


