Il futuro della Sergio Bonelli Editore – La svolta multimediale della “Fabbrica dei sogni”

Il nostro Antonino Pintacuda intervista i protagonisti della svolta della Sergio Bonelli Editore.

Orfani, la serie a fumetti creata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari, continua a collezionare primati. La prima serie tutta a colori della SBE, infatti, alla vigilia del debutto del secondo ciclo di storie, diventa un motion comic targato Bonelli e Rai Com. Una coproduzione che rappresenta quindi anche il battesimo ufficiale della nuova business unit guidata da Vincenzo Sarno che svilupperà le potenzialità della scuderia di personaggi bonelliani, da Tex a Martin Mystere, passando per Zagor e Nathan Never. La serie sarà co-prodotta dalla Rai Com con cui la SBE inizia ufficialmente un percorso di produzione televisiva. Ne parliamo con Sarno e Recchioni in occasione della conferenza stampa di presentazione del “nuovo” Dylan Dog e di tutte le altre novità della “Fabbrica dei Sogni” di via Buonarroti.

Io sono Tony Scott

Glieri notte ovvisto il mare villoso documenta fiume di Maresco sul clarinettista Usa e jazz Tony Scott, oriundo from Salemi (Tp). Ne consiglio a tu la visionarietà. Tratta si dell’opera che Franco cedette prima dell’ultimo Belluscone. Mai mi è apparso di noscere così un cristiano che ante ignoravo, un musico straquotidiano. In sintetico, un uomo che visse troppo e morse di troppa vita. Lo pongo sotto ai miei ‘mici e ricopio l’evocazione con cui Franco Scaldati duce nella visione gli aspettatori.

Diciunu ca u munnu
lo creò un suono.
Diciunu ca un canto, po’,
creò ogn’immagine.
Diciunu ca è ‘a musica
n’antico ricordo.

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Non avere paura dei libri – Tra carta e memoria,
il viaggio di Christian Mascheroni

Di libri lo scrittore e presentatore Christian Mascheroni se ne intende dopo tanti anni al timone con Marta Perego di “Ti racconto un libro”, la trasmissione in onda su Iris. È un’occasione unica sentirlo passare dall’altra parte e raccontare il suo libro, Non aver paura dei libri (Hacca Edizioni) nato dai ricordi più intimi della sua famiglia.

(già pubblicato su Televisionet.tv, la prima web-tv italiana)

LIBRI PER L’ESTATE
“Lorenzo Segreto” e la città senza memoria

“Un filo lungo più di cinquant’anni. Una ragnatela intricata. E, al centro, il Grande Ragno in attesa”. Il secondo romanzo di Fausto Vitaliano, scrittore e sceneggiatore di punta del fumetto italiano, gira intorno a un interrogativo: per quale motivo siamo al mondo? Tra le pagine pubblicate da Laurana Editore ci sono i giochi spietati della finanza, tra le strade e i locali di Milano, la città “piena zeppa di futuro ma senza passato”. Ai nostri microfoni l’autore ci racconta la storia di Lorenzo e del suo viaggio nella memoria. Perché tutti veniamo al mondo per sistemare una cosa. Una sola cosa.

Salvatore Quasimodo, l’anacronismo del vento

«Si vede che la Poesia ama le terre che galleggiano sul mare». Chi parla è Salvatore Quasimodo all’indomani del Nobel (1959), come spiegando la bella notizia e insieme la coincidenza con altri due già premiati all’epoca dall’accademia svedese, Deledda e Pirandello, anch’essi isolani. Quasimodo non ha certo bisogno d’essere difeso. Chi scrive invece si attacca a uno stupore provato l’altro giorno, come cercando una scusa (ormai quel giorno è scaduto e con lui l’attenzione al tema) per lottare ancora contro lo svanire, non certo del poeta siciliano, e capire cosa può esserci dietro un sorriso.

La traccia su Quasimodo per la prima prova alla maturità di quest’anno mi ha molto sorpreso: da vari commenti di addetti ai lavori ho scoperto solo ora che molti lo ritengono un poeta superato o non fondamentale, “anacronistico e non più vivissimo nella considerazione della critica”, ispiratore di coming out socialmente liberatori sulla sua marginalità o sopravvalutazione e, insomma, destinato all’oblio e compagnia bella.

Sorrido. Quarantasei anni fa il poeta ha raggiunto l’altra riva degli affetti e tanto sarebbe bastato per sminuirlo, in base a criteri la cui “dimostrabilità” soltanto potrebbe infondere a quel coro tanta fiducia e compiacenza nell’infallibilità del proprio giudizio. Come dire, Quasimodo è stato tutto un equivoco. Ho letto anche – forse a dimostrazione di tanta sua irrilevanza – che è scomparso o sta scomparendo dalle antologie delle scuole medie. Credo per inciso che fra quattro anni, al cinquantenario della scomparsa, parte dello stesso coro si unirà al suo prevedibile rispolvero editoriale.

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