Sotto il cielo di Milano

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Nel 2004 dalla mente empedoclea di Giulio Mozzi e  Dario Voltolini nasceva un libro rivoluzionario: “Sotto i cieli d’Italia”: testi descrittivi di luoghi scritti (quasi tutti) su commissione.

Una doppia sfida: onorare la commessa e usare le parole per mostrare luoghi spogliati da ogni orpello. Scriveva infatti Mozzi nella prefazione: «Siamo circondati di cose segnali, corpi-segnali; e abbiamo nostalgia del tempo (mitico, peraltro) nel quale si percepivano le cose nude, i luoghi nudi, i corpi nudi. Questa nostalgia è un mezzo di inganno… ma è anche, nelle nostre mani, uno strumento di conoscenza: perché chi ha nostalgia di una cosa, può sempre ritrovarla».

Da otto anni e più vivo sotto il cielo di Milano, quello stesso cielo che affascinava Manzoni:

Il cielo prometteva una bella giornata: la luna, in un canto, pallida e senza raggio, pure spiccava nel campo immenso d’un bigio ceruleo, che, giù giù verso l’oriente, s’andava sfumando leggermente in un giallo roseo. Più giù, all’orizzonte, si stendevano, a lunghe falde ineguali, poche nuvole, tra l’azzurro e il bruno, le più basse orlate al di sotto d’una striscia quasi di fuoco, che di mano in mano si faceva più viva e tagliente: da mezzogiorno, altre nuvole ravvolte insieme, leggieri e soffici, per dir così, s’andavan lumeggiando di mille colori senza nome: quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace.

Abbiamo tutti in tasca cellulari intelligenti che fanno foto, video, montaggi e che, solo  ogni tanto usiamo anche per telefonare. Ogni tanto mi capita di alzarlo al cielo e scattare il passaggio di una nuvola che s’impiglia tra i fili del tram. Sono i miei cieli milanesi. Stanno diventano una bella collezione di attimi.

Di ogni instantanea mi ricordo dov’ero, in che marciapiede, quali pensieri pettinavo. E poi l’epifania.
Come in quella vecchia canzone di Bob Dylan che fa: “How many times must a man look up. Before he can see the sky?”. Già, quante volte dovremmo guardare in alto, prima di vedere il cielo?

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