Come un segnalibro

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Dal primo marzo non mi occupo più dei libri Laurana e Novecento.

Il primo settembre del 2016 ho potuto realizzare uno dei miei sogni, vivere il mondo del libro dall’interno, sono stati 545 giorni meravigliosi. Ho potuto mettere a frutto quanto ho imparato sulle scrivanie dei giornali per cui ho avuto l’onore di collaborare.

Ringrazio Lillo e tutta la sua squadra che, anche in un periodo difficile ha creduto in me, affidandomi la comunicazione dei libri di via Tenca. Ma la crisi morde ancora e si stampavano libri, non banconote!

Dopo tanti anni da giornalista è stato una scommessa. Ho imparato davvero tanto, un apprendistato continuo, sfidante, “onirico e  – giusto un po’ – nevrotico”, per dirla con la coppia degli aggettivi che hanno accompagnato il lancio del libro di Irene Chias.

Quanto tempo è passato da quella prima sigaretta fumata con Lillo al battesimo di Laurana allo Spazio Melampo nel 2010…

Da allora ho sempre amato i libri pubblicati dall’editore di cui mi onoro d’aver fatto parte. Scremare manoscritti, instaurare e consolidare rapporti con autori e distributori, praticare editing e allestire un nuovo ufficio stampa, collaudare una nuova tipologia di eventi e nuovi modi di presentare gli amati libri. Ho potuto imparare tanto da maestri come Marco Drago e Giulio Mozzi, vi confesso che ogni volta che mi chiama(va), iniziavo a sudare per non rischiare di essere impreciso nelle risposte.

Ho accompagnato alla pubblicazione più di una dozzina di libri, su alcuni ci ho creduto mentre ancora erano embrioni di progetti. Un’attività quotidiana che ha richiesto tante competenze, con i tempi agili di un editore indipendente.

 

 

Dalla presentazione allo Strega de La traiettoria dell’amore di Claudio Volpe, all’incontro con il mirabile Gabriele Sarfatti protagonista dei romanzi di Gianluca Ferraris, passando per gli ultimi due nati della collana “dieci”, Consigli di classe di Alessandro Buttitta e il piccolo grande manuale di sopravvivenza aziendale di Gian Paolo Parenti. Sino al varo di due nuove collane, come “Le parentesi” della Laurana con il nuovo libro di Nando dalla Chiesa e il traghettamento della collana “calibro 9” sotto il marchio Laurana.

Ho affinato il mio approccio alla lettura anche grazie alla guida di due professioniste come Paola e Veronica.

Non ho mai impartito un “visto si stampi” senza crederci davvero.

Metterò a frutto tutto quello che ho imparato, certo che è immutata la voglia di imparare. Mi mancherà lo scampanellio del corriere che porta un nuovo manoscritto, la rassegna stampa quotidiana, le telefonate con gli autori, anche i messaggi a qualsiasi ora con la Chias e la Gambino! Mi mancheranno le fiere e la quotidianità condivisa con i colleghi.

Ci sono già un paio di libri che ho curato pronti per la pubblicazione (tra cui Lo scirocco femmina del mirabile Marco Rizzo), sono il mio piccolo contributo alla bella storia di Laurana editore, di cui anche io ho fatto orgogliosamente parte.

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