La poesia è sempre un luogo di verso?

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«È finita», le disse. Lei per poco non si affogò con l’ultimo boccone e poi iniziò a fissarlo con le lacrime agli occhi. Lui non aggiunse altro e continuò a guardare sul tavolo le briciole di quella cena speciale. Non voleva crearle illusioni e sapeva che lei avrebbe dato qualsiasi cosa per poter tornare indietro. Quante volte aveva fatto finta di non vedere, di non sapere come stavano le cose. Ma ormai era troppo tardi. «E ora che si fa senza marmellata?». L’indomani avrebbero iniziato una lunga dieta ferrea. Insieme.

[l'immagine cliccabile rimanda a un commento musicale del post]

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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