Perché scrivo: lista aperta di un amore indicibile

di Giulia Lo Porto

Amo scrivere perché scrivendo vivo il tempo.

Perché le parole sono il corpo visibile della relazione con il tempo che, altrimenti, sarebbe soltanto vagamente intuita. Non è legame alla pari, il tempo resta vincente. Il più delle volte. Ma le parole sanno dare alla sua vittoria una forma che è nostra. La forma che noi decidiamo di dare. Le parole scritte danno contenuto e forma al tempo. Creano storie, raccontano vicende, esprimono e imprimono i sentimenti. Rimangono. E fanno nuovo il tempo di chi le incontra, dopo. Dopo chi le ha vissute per scriverle o, così accade spesso, le ha scritte per vivere.

Amo scrivere perché amo le parole. Ne amo la potenza e la fragilità, la chiarezza e l’ambiguità. Le amo scritte. Perché possono essere lette e rilette, ancora. Abitare la memoria e sempre essere capite e comprese diversamente. Le parole scritte sono fedeli.

Amo scrivere perché amo inseguire il senso, combinare parole perché possa mutare del reale il suo significato.

Amo scrivere perché è l’unico modo che ho per dire il vero. Come strumento privo d’inganno, il modo di passare il vero che si possiede a qualcun altro.

Amo scrivere perché è raccogliere frammenti. I frammenti che, lungo la strada, cadono dalla vita degli altri e dalla propria. Scrivere è un modo per rimettere insieme i pezzi, perché nulla vada perduto.

Amo scrivere perché amo le parole antiche che hanno attraversato vincenti la sfida del tempo. Le parole che hanno vinto i secoli e che arrivano viventi fino a noi. Vive, seppur orfane di chi le ha scritte.

Amo scrivere, perché amo leggere. Perché fra le righe abita il desiderio di capire gli uomini e il mondo, e tra il nero e il bianco delle pagine il desiderio del vero.

Amo scrivere per il profumo dei libri all’olfatto e la consistenza delle pagine in punta di dita. Amo scrivere per il segreto che abita il dirsi. Per il mistero spiegato ma non svelato che rimane nel darsi, dire, raccontare ed essere compresi.

Amo scrivere perché non so dire davvero altrimenti, perché è la mia libertà e insieme la mia ristretta porzione di senso.

Amo scrivere perché non si impara mai a farlo, non si è mai maestri né mai si giunge a perfezione. Scrivere è opera imperfetta. Scrivere prepara maggiore capienza al futuro, all’attesa, al desiderio. È divenire capienza esagerata di un senso che non può mai riempirsi del tutto.

A volte basta poco, anche solo uno dei tanti esercizi per testare l’idoneità a un importante corso di scrittura. E un niente si trasforma in dichiarazione poetica. Così è stato per Giulia, la cui idea della parola scritta trova manifeste concordanze con le nostre cronache contro lo svanire. L’elenco è un genere letterario riconosciuto. Da piccoli, caratterizzava il Natale nella stesura dei desideri. Più che di aspirazione a un qualcosa che manca, però, questa lista ha il sapore di un ringraziamento. Per qualcosa che già si ha o si sente, dentro. Ringraziamento che è una delle più alte forme di amore e fonda il suo incessante rinnovo sui pungoli dell’imperfezione e dell’incompletezza, tratti irriducibili dell’umano. Grazie Giulia di questo regalo, a nome nostro e dei lettori! (Marco Bisanti)

Autore: Marco Bisanti

mela penso

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