Natale con Vittorio

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Il 15 aprile 2011 tantissime persone, che prima ignoravano il suo nome, conoscevano Vittorio Arrigoni. A otto mesi dalla sua scomparsa, immagino che questo primo Natale senza Vik peserà soprattutto ai suoi familiari. La sua storia però l’ha reso familiare ai molti che l’hanno conosciuto dopo, e continueranno a conoscerlo domani. L’ha reso familiare a me. Benché gli sia costata tutto, la sua opera per i diritti umani e il senso che aveva deciso di dare alla sua vita – sino a quel momento, anonima – lo hanno reso reperibile, dunque non assente. Altrove. Vittorio Arrigoni, reperibile dal 15 aprile 2011.

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Chi resta umano non svanisce
e non finirà mai sulle magliette
stampato, assorto lo sguardo,
pipa, taccuino ed il cappello
a scolorire nei nostri lavaggi
di cosa metto oggi per uscire.

Chi resta umano non svanisce
e sarà ancora in qualche grotta
buttato ad amare senza invito
col sorriso e nella mano aperta
un regolare biglietto di cicatrici,
paure ed incoscienze da offrire
a chi lo cerca dicendosi fratello.

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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