Ballarò

di Andrea Tuttoilmondo

Che odore ha la Povertà? Quella in cui la “P” maiuscola non è lì per caso. Quella che sa di gradini angusti e sgarrupati, dietro ad una scalcinata porta di legno semichiusa su un cortile buio di pochi metri. Quella che ha i colori sbiaditi del bucato fresco di lavatrice, steso ad asciugare a pochi passi da un cielo distante anni luce.

Quella che ti prende per mano, accompagnandoti per delle vie che fino a ieri erano soltanto nomi incisi su targhe ormai illeggibili agli angoli delle strade. La Povertà assordante, che ha le note fastidiose della musica a tutto volume che gonfia gli abitacoli delle auto; o quella lieve, che si perde leggera come il pianto di un bimbo rasserenato dalle carezze della mamma.

È il tanfo insostenibile della spazzatura, o la plastica dei vecchi elettrodomestici abbandonati in una discarica abusiva tra i palazzi? È il profumo del basilico su un semplice piatto di pasta al pomodoro, che fa estate anche una mattina di novembre? Sono gli occhi smarriti di decine di extracomunitari che ti osservano, straniero tra gli stranieri, mentre percorri incerto i loro sentieri.

Cos’è la Povertà. Sono le dita e gli sputi di due anziani che giocano a dama sul ciglio della strada. Sono le intricate trame arrugginite di quelle gabbie di ferro che imprigionano i ruderi disabitati: sostegni precari di una realtà precaria; corone di spine di metallo, strette intorno al vecchio cuore della città.

La Povertà, quella con la “P” maiuscola non messa lì per caso, penso sia tutto questo. Penso sia la ricchezza più grande. Quella che nessun forziere al mondo sarà mai in grado di custodire , ma che solo un sorriso saprà celare.

Illuminazioni. A volte capita, ad esempio mentre passeggiamo, ognuno perso nei fatti suoi, di subire la prepotenza di una magia: qualcosa che pure è sempre stato davanti ai nostri occhi si affaccia alla finestra della mente come una visione inedita, svelandoci il segreto di una verità nascosta. Ringrazio Andrea che con questo ritratto dello storico mercato popolare di Palermo ha fotografato l’imperitura magia delle sue viscere.

Autore: Marco Bisanti

mela penso

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