Il tesoro nascosto di Marie Corelli

Di seguito alcuni estratti dalla mia postfazione a Ziska, la strega delle piramidi, l’ultimo romanzo che ho tradotto per la collana che la Castelvecchi dedica ai classici riscoperti. In libreria dal 30 maggio. Qui potete dare una sbirciata anche alle prime pagine, e cliccando sull’immagine di copertina guardare il booktrailer trasmesso dal nostro canale youtube. Buona lettura!

Spesso si dice che ormai resta poco da inventare e che tutto è già stato pensato e già stato detto. Di sicuro la storia si ripete ma non per questo, fortunatamente, ci vieterà mai lo stupore di certi ritrovamenti. Così, come un reperto affiorato dalle sabbie del tempo, la figura di Marie Corelli sta ritornando alla luce grazie alla sua opera. Oltre a questa prima traduzione italiana di Ziska, negli ultimi anni da altre case sono approdati in libreria, rispettivamente i suoi primi due romanzi, L’idillio dei due mondi e Vendetta!, e Il principe del mondo.

Traino importante di questa riscoperta, non solo italiana, sono state le indagini dei cultural studies che hanno riconosciuto la valenza dei suoi numerosi scritti in quanto rappresentativi di gusti, valori, paure, opinioni, abitudini di lettura e dell’ossessione sessista della classe media inglese in epoca vittoriana. Ma a niente sarebbe valso il contributo accademico se la scrittrice e la multiforme prolificazione delle sue invenzioni non fossero stati realmente al centro della temperie che diede i natali al genere gotico, horror e fanta-esoterico permettendo di accostarla a gente del calibro di Poe, Stocker, Marsh, Rymer, Verne, Conan Doyle, e tanti altri.

Eppure, escludendo un paio di nomi, Marie fu tanto glorificata dal pubblico quanto duramente osteggiata dalla critica maschilista dell’epoca che, nelle parole di Grant Allen sul “The Spectator”, almeno una volta fu costretta a riconoscerne comunque il «deplorevole talento». Solo una personalità come la sua poteva polarizzare in questo modo lodi e anatemi, essendo decisamente sopra le righe anche rispetto alla media eccentricità degli artisti che sulle ceneri dei ultimi romanticismi fecero propri i galvanizzanti stimoli delle nuove scoperte psichiche e scientifiche. Tutto di lei contribuì a crearne il mito. In certi ambienti era nota come la “Haggard femmina”, per il fatto che probabilmente le ragazzine trangugiavano i suoi libri ricavandone lo stesso piacere dei coetanei maschi che seguivano le avventure di Allan Quatermain. […]

Vita. La sparuta serie di biografie rancorose che la riguardano ci riporta nel 1855 a una casa nella contea inglese del Surrey, proprietà di Charles MacKay, famoso giornalista, poeta e autore di canzoni. Molto probabilmente il primo maggio di quell’anno le faccende domestiche subirono una battuta d’arresto, visto che la governante Elizabeth Mills era impegnata a partorire a Londra la figlia illegittima del padrone. […]

Opera. Saggiando il tessuto romanzesco di questa biografia sull’attuale interesse per l’opera corelliana, si potrebbe parlare di una vera e propria risurrezione vendicativa dell’autrice ‘modello Ziska’ sui passati pessimi giudizi che la riguardarono. […] La vera risposta arrivava comunque dai tanti romanzi che Marie sfornò cimentandosi nei generi più vari. Unica nel creare atmosfere, delineare luoghi e personaggi, l’autrice di Ziska declinò in modo originale le influenze già elettriche del suo tempo. Quando tutti credevano a qualunque invenzione esoterica e ogni paesello aveva un centro di ricerca psichica, la sua idea dell’occulto, invece di sposare ciecamente la frenesia modaiola, rifletteva la ricerca di un preciso misticismo fantastico. Basti ricordare qui le due trilogie che la consacrarono presso gli amanti del genere e al contempo indussero i benpensanti a sospettare che avesse troppa simpatia per il diavolo. […]

Ziska. Se è vero che ogni scrittore tenta di riscattare con la sua visione le storture del tempo in cui vive, anche il suo tredicesimo romanzo offre un campionario di temi che ben la rappresentano. Gli ingredienti tipicamente corelliani che ritroviamo in questa storia parlano di una sorta di religione dell’eterno amore incorporeo, di orrori erotici, trasmigrazione delle anime e reincarnazione, uniti a un forte scetticismo verso le teorie evoluzioniste, a una critica feroce della società moderna per la sua vacuità e alla denuncia-disprezzo del relativo maschilismo imperante. Ma l’importanza della strega delle piramidi non si esaurisce qui. Nell’introduzione alla recente ristampa americana, Curt Herr fa notare un evidente collegamento tra Ziska e altri due capolavori intramontabili del gotico vittoriano, il Dracula di Stocker e The Beetle di Marsh che a quanto pare attinsero a una sorta di universale ispirazione cupa regnante nell’Europa dell’anno 1897. […]

Come ha osservato Carol Poster «col passare del tempo i libri di Marie Corelli, che furono stampati su carta acida, si stanno ossidando e disintegrando a una velocità preoccupante». Che corrano il rischio di subire lo stesso destino degli antichi papiri egizi coevi alla sua principessa Ziska? Forse il futuro le riserverà un’altra generazione di ammiratori trasferendo le sue opere dalle righe d’inchiostro ai bit delle ultime piattaforme digitali. Di certo il suo affezionato Henry Miller, osservò: «Nel caso di una riscoperta della sua opera si può star certi che sarà la donna più vilipesa e condannata, come lo fu in vita. Marie Corelli crea dipendenza o ti trasforma in un nemico giurato». Chi può dirlo? Magari, trattandosi di letteratura sovrannaturale, al prossimo giro la storia non si ripeterà.

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