Treasure in the Ruins

Nella mia vita milanese ho avuto il privilegio e la fortuna di conoscere il regista Mohammad Amin Wahidi.

“C’era una volta un tempo in cui regnava l’amore ma contro di esso si scagliava l’odio, c’era amicizia ma contro di essa si alzavano le armi dell’inimicizia. C’erano uomini in lotta contro il destino trasportati dalle onde dell’esistenza. C’erano puri e buoni ricordi a scontrarsi con tempi difficili e verità crudeli. C’era sete di potere ma ancora si sceglieva di perdonare. C’era il buio del disinganno ma al contempo si sperava ancora in un’ alba lucente. C’erano lamenti e risate, c’era la guerra e c’era la pace, c’erano massacri e sopravvissuti.

Ma un giorno tutto questo cambiò, la crudeltà prese il sopravvento e la paura si impossessò del cuore di ognuno. L’amore fu sostituito dall’odio. Non si vedeva che sangue, il sangue di essere umani che scorreva per mano di altri essere umani più feroci. Fu il momento in cui il vento del tempo spazzò via amore e umanità e un velo nero scese a coprire gli occhi di ognuno. I bambini divennero nel giro di una notte adulti capaci di brandire un’arma e uccidere con fierezza mentre l’ostilità cresceva di giorno in giorno e le persone erano ridotte in schiavitù; la crudeltà non aveva limite!

Al crepuscolo era difficile distinguere le urla degli uomini dagli ululati dei lupi. C’erano soltanto sete di potere e ansia di vendetta e questo andò avanti per generazioni, finché un uomo venne a salvare il suo paese spezzando le catene della schiavitù e strappando le corde di Juwalis; allora di nuovo un segno di speranza tornò a brillare negli occhi di milioni di persone.”



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