Né criminali né uomini perbene

psicologia del male

Piero Bocchiaro, studioso palermitano nel campo della psicologia sociale e research fellow alla Vrije Universiteit di Amsterdam, si propone ai lettori con un testo interessante quanto sorprendente: “Psicologia del male”, Editori Laterza.

L’autore, nei suoi precisi passaggi tra una dimostrazione e l’altra, mette in crisi la tradizionale dicotomia tra bene e male, giungendo a una ricostruzione attenta dei processi psicologici che determinano l’uno o l’altra cosa.

Il libro si pone ad un pubblico vasto. Lo stile ed i contenuti risultano fruibili ed affascinanti, tanto per gli esperti quanto per i profani.

Gli studi proposti da Bocchiaro, proiettano i fruitori di queste preziose pagine a comprendere cosa spinse un ufficiale nazista Eichmann a decretare la morte di milioni di ebrei, cosa trattenne i testimoni di una feroce aggressione dal soccorrere la vittima innocente, cosa scatenò la furia degli hooligans contro i tifosi italiani durante una finale di coppa, cosa indusse un gruppo di militari a infierire su dei detenuti inermi ad Abu Ghraib.

Chi leggerà questo volume comprenderà scientificamente da cosa può derivare il male e come ognuno di noi ne sia portatore sano. L’atteggiamento del più bonario amico di famiglia – insospettabile nel compiere una malvagità – può trasformarsi, in certi contesti situazionali, alla pari di un mostro. “Non esisterebbero quindi né criminali né uomini perbene, e nulla possiamo aspettarci dagli uni e dagli altri”, un ridisegnamento delle nostre mappe morali, insomma.

Chi pensa che il male stia da qualche parte lì fuori – nella personalità deviata o in un indefinito malessere sociale – piuttosto che al proprio interno, potrebbe sbagliarsi davvero.

L’autore, in diverse occasioni, non manca di accostare le sue tesi a quelle di altri studiosi, mettendo in risalto ad esempio, che la gente in condizione di anonimato tende ad esibire condotte riprovevoli servendosi della cosiddetta “destrudo freudiana” … una pulsione distruttiva.

Un piccolo tesoro nozionistico rappresenta la parte finale del libro dove, concetti specifici (deindividuazione ad es.) aiutano a comprendere di cosa il male si nutre e attraverso chi agisce.

“Ho una vita normale, mi piacciono la musica, il cibo e le altre persone. Ho un grande amore per gli esseri umani”, potrebbe significare dir nulla. Potremmo comunque trovarci davanti ad un operatore del male. Di qualunque tipo.

“In un attimo si ci sbarazza di un’ermeneutica del male coccolata per millenni; quella che legava azioni malvagie a personalità malvagie”.

Questo saggio di Piero Bocchiaro, che affida la prefazione al noto psicologo statunitense Phil Zimbardo, di sicuro valorizzerebbe ogni libreria di casa: per originalità del tema trattato e per le tesi a cui si è arrivati.


 

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