Cymbal rush, trabocca il mondo

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Cerchi di evitarlo ma non si toglie di mezzo
Cerchi di costruire un muro alto abbastanza

Sta traboccando tutto
degenerando

Cerchi di salvare casa tua
cerchi di salvare le tue canzoni
cerchi di scappare
Ma t’insegue per la collina

Sta traboccando tutto
degenerando

la tua vocina
la tua vocina

Basta parlare
basta parlare
Dovevi portarmi via quando potevi farlo
dovevi portarmi via quando potevi farlo

Le stanze erano contate
e i perdenti se ne andarono
Non andare
non andare

dall’umana rivolta africana alla planetaria scossa giapponese, il mondo trabocca.

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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