Canzone per il mercante

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Il mercante col sorriso è un infame,
senza orecchie assente con la testa
mentre ruba una cosa più dell’oro:
il tuo tempo, la fiducia, il tuo lavoro.

Tace quello che ti spetta e in silenzio
sembra dire tu digrigna bene i denti
da bestia indemoniata e stai sicuro
che alla rabbia darò cibo e attenzioni.

Il rispetto, l’onestà, l’equo scambio
sono favole esemplari per gli idioti
che rifiutano la lezione del mercato
e muoiono mangiando terra e sassi,

una dieta che converte lentamente
i frantumi cristallini del tuo slancio
in umori dissetanti per il branco, fa
e dal secchio slingua un’acqua rossa.

L’unico rimedio è sapere dire basta,
prima che l’indulgenza verso il male
ti renda complice del vero disonesto
che fa insipido il sudore della fronte.

(Marco Bisanti)

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

1 Comment

  1. […] Tutto dipende dalle aspettative con cui l’avventuriero free lance si lancia nella frustrante operazione, il cui preventivato esito fallimentare gli risparmierà almeno il successivo rimorso dei tentativi non fatti. Quanta fatica masticare gli sbuffi dei noi non prendiamo curriculum, manda tutto via mail, inghiottire le altere sopracciglia dei guarda me lo prendo ma sappi che è inutile, digerire i consigli dei l’unica è avanzare col tuo profilo anche una proposta editoriale (confidando nella serietà di chi poi non la fa sua – talora succede anche questo). E con l’eco della protesta dei redattori precari ancora nelle orecchie, mi sovviene l’utopica immagine di una ribellione delle tante anime che il medesimo sogno piega al massacro di montare, presenziare, gestire e smontare gli stand di chi forse – finito questo stage gratuito – potrebbe premiare la loro buona volontà e un giorno riconoscere dignità alla loro dedizione (oltre al puro e semplice fatto che il lavoro va pagato). […]

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