Il cane con gli occhi neri

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Il cane con gli occhi neri mi fissa da tre ore.
Cerco di non guardarlo,
di non dargli un’importanza,
di continuare a fare il mio
ma lui resta fermo lì davanti
e tanto basta a intimorirmi.
Più mantiene quello sguardo sereno,
più mi cresce dentro un albero nero.
Io continuo a fare il mio e il cane resta fermo.
Mansueto, immobile come un rimprovero,
mi fissa con la lingua penzoloni,
ha gli occhi neri, non ha fame
e non deve fare mai la passeggiata.
Il suo ruolo è stare lì,
come se aspettasse quando
penserò di aver finito con il mio.
Se penserò che debba cominciare a essere io,
il cane con gli occhi neri.
E smetterla di sbranare carne e ossa profonde.
E scendere in strada
per abbaiare agli uomini senz’ombra.

(Marco Bisanti)

 

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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