Una cannonata nello stomaco

"71/365 - If I had a heart" © Paolo Castronovo
"71/365 - If I had a heart" © Paolo Castronovo

Wolverine: Te lo descrivo; è come se qualcuno ti avesse sparato una cannonata nello stomaco, lasciando un enorme buco, ma a un certo punto comincia a chiudersi… E un giorno sarà diverso. Non sarà più così pesante. Ovviamente prima o poi sentirai una canzone, o qualcuno riderà in quel modo, o il vento soffierà nella direzione sbagliata… e il buco si aprirà di nuovo.
Spider-Man: Preferivo quando facevi finta di volermi far sentire meglio.
W: Che tu ci creda o no, ogni volta si richiude più velocemente.
S: E quand’è che si chiude per sempre?
W: Una morte non è come perdere un lavoro o divorziare. La morte non passa. Devi integrarla nella tua vita. Imparare a conviverci. Ma… Le cose andranno meglio…
S: …Un giorno?
W: È quello che devi sperare.
S: Un giorno.

La morte di Capitan America,
capitolo III – Depressione
,
trad. di Giuliano Cremaschi

5 pensieri riguardo “Una cannonata nello stomaco”

  1. Chi sono gli autori originali? Da chi è stato edito? (magari potrei trovarmi queste informazioni senza chiederle qui, ma mi chiedo come mai non le abbiate messe)

  2. Semplicemente perché ieri notte quando l’ho ricopiata l’ho dimenticato, concentrandomi sul nome del traduttore.

    E’ il secondo volume delle grandi saghe Marvel, su licenza Panini. Titolo originale: “Fallen Son: The Death of Captain America”

    E’ il seguito di “Civil War”. Gli autori del terzo capitolo: ai testi Jeph Loeb e J. Michael Straczynski, disegni di David Finch.

  3. Eh, Tonino. Le dimenticanze. L’età che avanza si fa sentire? Ahahah! Sul momento avevo pensato fosse un falso, sai? Ogni tanto pur io faccio citazioni, mettendoci pure numeri di pagina, completamente inventate. E niente. Dubbi. Poi avevo visto.

  4. Ancora a inventar citazioni non ci sono arrivato. Mi autocito con sommo piacere, questo sì! E’ un piccolo gioiello, un capitolo per ogni stadio d’elaborazione del lutto. Io l’ho letta e ho inevitabilmente pensato a mio padre. E’ proprio così, ci sono giorni che il vento soffia semplicemente dalla parte sbagliata. E il buco si riapre.

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