Paolo Melissi, un napoletano a Milano

Milano senza vie di mezzoNon la solita guida di Milano, non lo sproloquio del primo “esperto” di turno sulla capitale economica dell’Italia. “Milano senza vie di mezzo” di Paolo Melissi (Editore Pendragon) si pone a metà fra i due poli. “Lo stimolo principale – racconta l’autore – è stata l’assoluta libertà che l’editore mi ha garantito. Così sono riuscito a scrivere di ciò che mi sta veramente sullo stomaco”. Articolato in un elenco di pagine “si” e “no”, il libro offre un’ampia panoramica dei mille elementi che vivono nella città. Otto le sezioni: Luoghi, Tendenze&Lifestyle, Cibarsi, Shopping, Arte&Cultura, Vita Notturna, Eventi, Protagonisti.

Gustosissime, com’è ovvio, le pagine “no”, che colpiscono soprattutto “la Milano di plastica, quella più appariscente, vistosa, rumorosa. La città delle griffe, del lifestyle, dello status symbol, della fuffa tutta forma e niente contenuto”. Alcuni esempi? La Settimana della Moda, la Milanesiana, i vernissage alla Triennale, il via vai in zona Duomo, le schicchissime via Montenapoleone e corso Como, certi locali e negozi, come Baci&Abbracci, Biffi, Dolce&Gabbana e tanti altri.

Celebrati nelle pagine “si”, invece,  tutti gli elementi che secondo l’autore rendono Milano “una  città malgrado tutto affascinante. Che nonostante il suo essere stramoderna, all’avanguardia, riesce a mantenere tante cose che rimandano ad un passato spesso dimenticato o semplicemente a stili di vita meno frenetici e più umani”. Come l’atmosfera, o la buona cucina, di alcuni locali – che l’autore indica con nome e indirizzo – o luoghi come il Castello Sforzesco, il quartiere Isola, o quell’angolo tra via Cappuccio e via Luini in cui si può ammirare nientemeno che una khatchkar, una lapide armena.

Ma la sezione più interessante è quella dedicata ai Protagonisti. L’autore promuove personaggi come Moni Ovadia, Vinicio Capossela, il graffitaro Marvin Crushler, Elio e le Storie Tese, ma anche i venditori dei mercati di zona e il vecchio milanese doc.

corrado fumagalliTutte da leggere le pagine delle stroncature. Il re del sesso nelle tv locali Corrado Fumagalli (nella foto). L’ “audace  e iperattivo vicesindaco”  Riccardo Di Corato, esperto di sgomberi, “con specializzazione nel settore campi nomadi e centri sociali”. Leone di Lernia, ovvero “il tamarro che avanza, che intende prendersi il suo spazio a colpi di pancia”, che ha fatto propria “l’estetica del buzzurro”. Alfonso Signorini, paragonata ad una vecchia zabetta, “pettegola” in milanese. Infine l’autore se la prende pure con la sciura milanese, la cui apparenza è tutta “rispettabilità, finto aplomb, sussiego, decoro”, convinta che “tutto le sia dovuto, di avere, per posizione ed estrazione, naturale precedenza rispetto agli altri”, e con il bauscia “che crede di saperla lunga”. “Il bauscia deve dire e fare (non sarebbe tale altrimenti), ma soprattutto dire, vantarsi, parlare più degli altri, tenere banco nella discussione, volgere quanto prima il discorso a suo favore o almeno in modo che lo metta in evidenza”.

Il libro è stato presentato giovedì 27 gennaio alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires, a Milano. Interventi dell’autore e di Gian Paolo Serino. Paolo Melissi è un napoletano emigrato a Milano nel 1995. Blogger, redattore della rivista Bookshop, collaboratore della rivista “Sul romanzo”, ha fondato il Kommando McDonald’s, gruppo di esploratori urbani che scoprono la città tramite la scrittura e la fotografia. Alla sua seconda pubblicazione, il suo primo libro è MetroMilano, edizioni Historica. (Nino Fricano)

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