Nando Dalla Chiesa: convergenze e utili cretini

Nando Dalla Chiesa, Professore di Sociologia della criminalità organizzata all’Università statale di Milano e figlio del Generale Carlo Alberto, ritorna a parlare dell’intreccio tra Mafia e politica.

Il suo libro, “La convergenza” – Mafia e politica nella Seconda Repubblica, edito Melampo, è in libreria da alcune settimana e tratta uno dei temi più controversi presenti nel nostro territorio.

Le righe dell’ultima fatica di Dalla Chiesa (vai al blog dell’autore) girano sempre e volutamente attorno al termine convergenza, utilizzato per la prima volta in occasione del maxiprocesso aperto a Palermo contro Cosa Nostra e terminato il 16 dicembre 1987.
L’autore – più che evidenziare una convergenza per l’accordo di un delitto – mette in risalto la consapevole intesa tra mafia e politica di soddisfare interessi reciproci. Avere quindi, una giustizia ed uno Stato deboli e sempre meno attenti a tutti i sistemi funzionali all’esercito dell’illegalità. Agendo sui valori, sui comportamenti, sulle leggi e sulla qualità intellettuale.

Lo scrittore focalizza gli ultimi vent’anni del nostro Paese e spiega come mafia e politica siano andati (e vadano) “a braccetto” in modo bipartisan. Puntuali sono infatti le descrizioni di come la sinistra abbia fatto leggi utilissime alla mafia, come la destra abbia concesso l’aggressione al senso dello Stato e come la Lega abbia ceduto ai clan calabresi presenti in Lombardia.

Significativa appare anche la figura del “cretino”. Aiuta il lettore a far capire in modo semplice e diretto il ruolo cruciale che veste negli affari della mala società, della politica e della mafia. “Una società che abbia, nei vari livelli, delle buone riserve di cretini, è funzionale ai disegni delle organizzazioni malavitose”.

Il libro è anche un piccolo tesoro di suggerimenti bibliografici, di relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia e di estratti di importanti processi. Il fulcro centrale sulle differenti tipologie di convergenze (politiche, retoriche, giudiziarie, giornalistiche e mentali per citarne alcuni) lasciano riflettere su quello in cui ci imbattiamo quotidianamente.

Va sottolineato come l’ex sottosegretario alla ricerca abbia reso il libro fruibile ad una larghissima comunità di lettori usando un linguaggio chiaro e diretto, che lascia scorrere le pagine velocemente fissando bene i concetti chiave col supporto di tavole e schemi.

Una chicca dell’autore è quella di proporre, ripetutamente, uno accanto all’altro, il linguaggio degli esponenti delle istituzioni e il linguaggio della mafia, per esplicitarne, attraverso le parole usate, le impressionanti linee di conformità che riflettono le forme della convergenza.

E’ con un decalogo finale che Nando Dalla Chiesa, presidente della scuola di formazione politica “Antonino Caponnetto” e dell’associazione “Libera”, si rivolge ai cittadini. Confidando proprio nell’azione positiva di ognuno di loro e ricordando quanto sia fondamentale divulgare l’informazione sana, coltivare la sensibilità civile, votare con coscienza e continuare ad informarsi sul fenomeno mafioso.

La stesura di queste pagine hanno coinvolto l’autore particolarmente con “ricordi forti” del suo passato, ma “il fare bene il proprio dovere è il più efficace anticorpo, la mina silenziosa che si può mettere sotto l’edificio delle convergenze”. (Rogero Fiorentino)

2 pensieri riguardo “Nando Dalla Chiesa: convergenze e utili cretini”

  1. Condivido pienamente le consideraioni sul libro e mi congratulo con l’estensore dell’articolo.

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