Non smetteremo mai di esplorare

90011.it, il quotidiano on line di Bagheria sospende le pubblicazioni dopo che quattr’anni fa la sua comparsa fu una piccola rivoluzione nella malmestosa apatia della città delle ville. Quattro anni di scoop, inchieste, interviste che hanno fatto crescere il giornale e tutta la giovanissima redazione che l’ha reso possibile. Ne ho fatto parte anch’io, un’esperienza che si merita un posto d’onore tra i ricordi più belli.

Non smetteremo di esplorare.
E alla fine di tutto il nostro andare
ritorneremo al punto di partenza
per conoscerlo per la prima volta.
T. S. Eliot

 Converse yourself III © Paolo Castronovo
Converse yourself III © Paolo Castronovo

E´ come una malìa, i giorni di vacanza finiscono e con essi tutto quel che credevo immutabile viene via con me. Prima l´affacciata, l´affacciata di casa mia che per ventott´anni era rimasta rosa antico l´ho ritrovata gialla come il tufo, poi i sensi di marcia che imboccavo con l´inerzia intartarata d´abitudine qualche gremlins particolarmente dispettoso si diverte a cambiarli, di notte, quando la città dorme e l´unica cosa che si muovono sono i sacchetti d´immondizia impiccati ai balconi. E ora tocca all´amatissimo 90011, la nostra picciridda. Il nostro giornale l´ho sempre pensato di genere femminile, una picciridda che nel giro di quattr´anni è sbocciata meritandosi la stima della comunità bagherese.

Ripenso a tutte le riunioni, a progettare il primo menabò e le sezioni del primo quotidiano di Bagheria. Le riunioni al Gran Cafè, l´incontro con Giusy Carollo alla biblioteca di Palermo dove Dacia Maraini presentava il suo ultimo libro, era la prima volta che sentivo il nome di Giusto Ricupati. La scrittura quotidiana ci ha fatto diventare colleghi e amici.

La scelta di chiudere la nostra creatura è stata sofferta, Giusto ha rinviato sino all´ultimo la scrittura dell´editoriale. Lo guardavo, come se fossimo due teste d´uovo della Nasa con gli occhiali da gufo alle prese con i problemi d´una navicella spaziale. Ma proprio per quanto abbiamo amato questo sito sarebbe disonesto lasciarlo sopravvivere non potendo più garantirvi un aggiornamento puntuale e quotidiano. Quante sere abbiamo passato a documentarci, a preparar le domande per le interviste, a progettare anche il magazine, a trovar nuovi punti di vista per narrarvi le emergenze che ormai son diventate nostre quotidiane compagne…

I ricordi si confondono, resta solo la splendida sensazione d’aver dato concretezza e solidità a un sogno: lasciare un segno, una traccia nella storia della nostra amata città, la stessa che, per forza di cose, dobbiamo lasciare quando mancano ancora un paio di primavere ai fatidici trent´anni. Mentre chiudo la valigia un’altra volta, guardo i tre pupi della testata e la frase di Orwell con una sola certezza: potendo tornare indietro lo rifaremmo un’altra volta e ancora una, a ogni giro di ruota dell´eterno ritorno. E grazie a tutti voi che sin qui ci avete accompagnato, sostenuto e stimolato.

Quei ragazzi che una sera d’ottobre di quattr’anni fa inauguravano 90011 me li voglio ricordare così, come una foto, sempre pronti a varcare nuove frontiere. Questo non è un addio, è un lungo, lungo arrivederci.

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