How far can you fly? (ladder)

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Quando ieri muoio volevo sapere di me
che cosa sarò oggi pur essendo forse
altro, e se non altro nelle stelle anch’io
come prima del mondo che mi fece
essere e non più, dopo il prima.

Ma penso che forse sarò come sono già
e per questo mi pesa dentro
il mio cuore animale e il cervello nega vita
che il lusso della musica gli compra
solo una fermata ogni tanto.

Quella sera il lampioncino sole
ingiallirà il buio che si fa
quando chiudo sempre gli occhi
e mi vado a sedere sulla panchina
di legno posa zanzare.

Perché il mio buio è giallo,
a rompere l’idea perfetta che ti fai
se pensi che voglia conservarmi eterno
meno peggio di così.

Avrei voluto essere più forte
ma la scala minore
era inchiodata coi fili a terra
e vagando sulla cima mi chiederò
nella tua testa
quanto si può andare lontano?

volando.

Luca Flores è nato a Palermo il 1956,
è morto a Montevarchi il 1995,
questa è una poesia jazz dal suo 
brano
cliccabile sull’immagine dell’album

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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