Il giorno è andato lontano

Il giorno è andato lontano
e io mi sento un uomo di grande statura:
non c’è ombra attorno al mio corpo,
io vedo i monti, io sento il fiume.
I colori si sono spenti,
le radici degli alberi frugano la terra.
Nel mondo opaco i desideri prendono corpo,
i rospi si strofinano contro la corteccia dei grossi tronchi
la terra ha tutti i nascondigli,
gli scarabei ronzano nell’aria.
Se una femmina cantasse…
Gli odori colpiscono le narici,
le mani s’alzano a cercare
per toccare le cose create:
la pietra è fredda – la carne è calda
e trascina intorno un fiato
che confonde la terra con il cielo.
Dio, poni il tuo braccio sopra la mia testa
E fa’ che io veda il giorno di domani.

Gino Bonichi – “Scipione” (Carte segrete – Vallecchi, 1942)

A un vero poeta bastano dodici componimenti. Gino Bonichi, in arte “Scipione”, è stato un pittore, uno dei fondatori negli anni ’50 della nota scuola romana. Quasi nessuno, prima che pubblicassero le sue carte segrete, seppe della sua importante scrittura, lettere, diari e dodici poesie. Eppure tra i suoi lettori illustri si può fare il nome di Amelia Rosselli. Bonichi morì a 29 anni di tubercolosi, e di certo lo stato cagionevole affinò i tratti spirituali della sua vena lirica, dignitosamente autonoma rispetto a quella dell’attività figurativa. Conservo il suo piccolo libretto con gelosia e amore. E questo è solo il primo suo gioiello che riempirà la nostra Metafora viva. (Marco Bisanti)

< La Metafora viva!

< Il martin pescatore (May Oliver)2. (Angelo Ripellino) >

Autore: Marco Bisanti

mela penso

4 pensieri riguardo “Il giorno è andato lontano”

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