Mondiali. Pagelle di quelli rimasti a casa/3

di Andrea Tuttoilmondo

Sirigu 6,5 – L’estremo difensore del Palermo non compie grossi errori: il risotto ai funghi è cotto al punto giusto, l’orata al cartoccio è freschissima e il sorbetto al limone è delicatissimo. Unico rammarico del portierone rosanero è il non aver visto la partita, dal momento che era convinto fosse alle 20,30.

Cassano 7 – Dal suo rifugio dorato in Polinesia, dove sta trascorrendo il viaggio di nozze, il neosposo blucerchiato spiazza tutti manifestando la sua profonda delusione per l’esclusione dell’Italia. “Non capisco – ha detto il pibe di Bari Vecchia – eppure in agenzia mi avevano garantito che al ristorante dell’albergo avrei trovato anche il menu italiano!”

Balotelli 4 – Impegnato negli esami di maturità, l’attaccante interista non condivide la scelta delle tracce assegnate quest’anno dal ministero dell’Istruzione. Decide dunque, dopo aver mandato a quel paese la commissione, di scrivere ugualmente il tema su Giovanni Pascoli, argomento sul quale Balotelli si è preparato per un anno intero: al termine delle sei ore l’attaccante ha consegnato il foglio in bianco.

Cassani 7 – L’esterno del Palermo dimostra di aver compreso i limiti della sua prestazione precedente, e oggi riesce a farsi perdonare gli errori commessi l’altra volta. Alla fine il pieno riscatto lo ottiene dopo aver recitato tre Ave Maria e due Padre nostro.

Totti 6,5 – Il capitano giallorosso, rimasto solo a casa per guardare la partita, vive con grande apprensione i novanta minuti. Durante i minuti di recupero, profilandosi l’eliminazione della nazionale, perde la testa e dà sfogo alla sua rabbia facendosi lo sgambetto, e dandosi un pestone da solo. Il giorno dopo, attraverso le pagine del suo sito internet, chiede scusa a se stesso.

< le pagelle della seconda partita


È finita, se è mai iniziata. Gli undici in campo guidati da Lippi e gli integrati panchinari sono ormai sulla strada di casa. Ma in questa breve avventura c’è stata e continua ad esserci un’altra Italia – una nazion(al)e svanita a cui vogliamo dare inossidabile risalto. Patriottismo alla mano, essendo impossibile non parlare (perchè? – non saprei) del Mondiale sudafricano e delle imprese azzurre, sopratutto ora, ecco la divertente nota con la votazione demenzial-letteraria di Andrea Tuttoilmondo sui giocatori che al mondiale non c’erano, non ci sono arrivati, dovevano esserci (così si disse, con deontica speranza) ma rimasero a casa. Come tutti noi.

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