Mondiali. Pagelle di quelli rimasti a casa

di Andrea Tuttoilmondo

Sirigu 6,5 – L’esordio mondiale del portierone rosanero è buono. Attento per quasi tutti i 90 minuti, non ha colpe sulla pasta eccessivamente scotta tolta dal fuoco troppo tardi dalla fidanzata nonostante i suoi continui avvertimenti sulla cottura. Si concede un’unica distrazione ad inizio ripresa quando, maledicendo la tv per l’ennesimo passaggio sbagliato degli azzurri, urta la Coca-Cola allagando gran parte della tavola.

Cassano 8 – Non ha guardato la partita. Il “pibe” di Bari Vecchia, rimasto imbottigliato in mezzo al traffico dell’orario di punta, perde l’esordio mondiale della nazionale campione del mondo. Antonio però è un genio e il lampo lo dimostra ugualmente quando, appena rientrato a casa, si collega ad internet per togliere dalla lista di nozze pubblicata online le orrende tazzine da caffè da 5 euro.

Balotelli 5 – Il centravanti nerazzurro avverte la tensione del match. Dimostra grande nervosismo mandando a fanculo il televisore decine di volte dal primo fino al 75′ minuto, quando finalmente si rende conto che la televisione è spenta. Riesce ad accenderla solo dopo altri dieci minuti, giusto in tempo per credere d’aver rimediato l’ennesima sostituzione stagionale.

Cassani 7 – Come con il Palermo, il giocatore rosanero corre, suda, si impegna senza risparmio. Sale e scende in continuazione. Ed ogni volta che scende chiede al portiere se, magari, non ha visto male e nella buca delle lettere ci sia la convocazione di Lippi.

Totti 6,5 – Felice per il gol del compagno di squadra Daniele De Rossi, il pupone festeggia il pareggio azzurro pestando con estrema violenza un gruppo di tifosi della Lazio che sta guardando la partita in un bar sottocasa. Il capitano giallorosso, poi, si scusa attraverso le pagine del suo sito internet inviando un chiaro messaggio di tolleranza ai tifosi: “Stronzo chi legge”.


Dietro gli undici in campo guidati da Lippi e gli integrati panchinari, c’è un’altra Italia – una nazion(al)e svanita a cui vogliamo dare risalto. Con il massimo spirito patriottico, essendo impossibile non parlare (perchè? – non saprei) del Mondiale sudafricano e delle imprese azzurre, si è deciso di segnalare una divertente nota con la votazione demenzial-letteraria di Andrea Tuttoilmondo sui giocatori che al mondiale non ci sono, non ci sono arrivati, dovevano esserci (così si disse, con deontica speranza) ma rimasero a casa. Come tutti noi.

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