I giusti

(Traduzione di Domenico Porzio)

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges (La cifra, 1981)

Fra pochi giorni si ricorderà la grande strage di Capaci, terrificante precedente dell’eco al tritolo che bruciò via D’Amelio poche settimane dopo. Ancora oggi non sappiamo – se mai un giorno arriverà – la verità su questi e sugli altri episodi che sono l’humus di uno Stato i cui pezzi non hanno smesso di cadere. Ma una cosa la sappiamo, almeno io la so. Tutte quelle persone sono state eliminate perchè erano dei Giusti. Scommetto quello che volete che a Paolo e Giovanni queste righe sarebbero piaciute. Anche se troppo spesso le nostre gambe camminano sulle loro idee. (Marco Bisanti)

< Io so (Paul Celan) –   –  Io sempre in prima fila quando c’è da sperare (A. M. Carpi) >

3 pensieri riguardo “I giusti”

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