On/off

Se si dovessero spegnere tutti gli schermi del mondo, non esisterebbe più niente ormai.

– “Contatti”
– Giornali e teatro politico
– Biblioteche digitali
– Sproloqui come questo
– Lavori e professioni
– Servizi elementari (per qualcuno addirittura “alimentari”, tanto sono vitali)
… nulla. È un “dato di fatto”.

Ma la nostra identità virtuale, quando fuori piove, passa tra una goccia e l’altra. Narciso ha trovato uno specchio che dà un riflesso gigante e lì s’è fermato a dire sempre si: assente col capo, soddisfatto dell’alta fedeltà. Gli schermi parlano, puliti ed efficenti. Eppure, quando fuori piove, io mi bagno ancora.

Se si dovessero spegnere tutti gli schermi del mondo, esisterebbe solo quello che mi capita veramente. Saprei raccontarlo con gusto, dovizia di particolari e partecipazione al mio vicino.

Lucia disse a una vecchia signora: “Questa cosa si trova in Internet”
La signora rispose: “E dov’è?”

come si evince più o meno dall’ultima parola di Eyjafjallajökull

Autore: Marco Bisanti

mela penso

3 pensieri riguardo “On/off”

  1. La riflessione di Massimo Fini è insieme acutissima e banale. Tanto banale che non ci pensa quasi nessuno, a cose del genere. Questo dimostra quanto nella società occidentale la dimenticanza del futuro sia ormai “di serie”. A proposito di tecnologie che vengono a mancare, seppur in un ambito molto più intimistico e circoscritto, propongo di risentire “blackout” di Guccini: http://www.youtube.com/watch?v=ekePMCV-3A4

  2. altan

    Il memento dei propri limiti dovrebbe diventare mantra quotidiano. S’eviterebbero sfilze infinite di cazzate gigantesche.

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