L’invisibile disperazione individuale estrema

Se esiste solo ciò che viene raccontato, la chiave dell’esistenza è di chi detta la priorità tra una storia e un’altra. Oggi la priorità nel racconto pubblico della nostra realtà è stata assegnata al funerale di Vianello, alla fondamentale lotta di Emergency per la liberazione dei suoi tre operatori italiani, alla nube che dal vulcano islandese è scesa a bloccare gli aeroporti di tutta Europa, alla guerra tra il grande dettatore e Gianfranco Fini. Così oggi svanisce in secondo piano, declassata, l’ennesima disperazione individuale estrema, l’ennesimo suicidio per mancanza di lavoro, l’ennesima prova del fatto che la gente non si ammazza solo in carcere. Mario Farisano, 44 anni, si è impiccato in garage con la corda per saltare della figlia, non aveva più un lavoro e andava in giro suonando nei locali per racimolare qualche soldo. Domani, le notizie odierne più importanti saranno solo il contesto dell’ennesima tragedia personale. Tanto personale da riguardare ognuno di noi.

Autore: Marco Bisanti

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