La domenica delle salme

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Vent’anni fa, Faber inventava la Domenica delle salme. Oggi, la domenica delle Palme 2010 coincide con il passaggio all’ora legale. Molti ironizzano: è l’unica cosa che resta di legale in Italia. Si potrebbe scherzare anche sul loro ottimismo e invocare lo spettro di un decreto interpretativo del grande dettatore capace di riportare indietro l’orario, riuscendo a manipolare il tempo con le sue mani, impresa degna di un dio. Eppure per molti aspetti, il tempo è già tornato indietro di 85 anni, aggiornando al nuovo millennio la forma dell’autoritarismo. Eppure, oggi coincide anche con un giorno di libere elezioni, espressione simbolo di ogni democrazia. Eppure, nella stessa Europa, molti riconoscono che siamo un paese in semi-libertà. Tra un “eppure” e l’altro toccherà prendere il toro per le corna. Così racconta Mauro Pagani, grande compositore di questa musica sulle parole di De André, nel 2006:

Faber tirò fuori uno dei suoi famosi quaderni, e le cento righe di appunti quasi casuali, raccolti in anni di letture di libri e quotidiani, in tre giorni diventarono la descrizione lucida e appassionata del silenzioso, doloroso e patetico colpo di Stato avvenuto intorno a noi senza che ci accorgessimo di nulla, della vittoria silenziosa e definitiva della stupidità e della mancanza di morale sopra ogni altra cosa. Della sconfitta della ragione e della speranza. Nel testo c’è tutta la grandezza di Fabrizio narratore. Ci sono tutti gli elementi per capire, ma tutto è raccontato, non ci sono sintesi o giudizi, che, come lui diceva spesso, nelle canzonette sono peccati mortali. La visione del tutto scaturisce dalla somma di tante piccole storie personali, nessuno grida in quella ridicola tragedia. Nessuno punta il dito, tutto si spiega da sé.
E nell’elenco dei patetici fallimenti, come tutti i grandi Faber non dimentica il proprio e quello dei suoi colleghi canterini, giullari proni e consenzienti di una corte di despoti arroganti e senza qualità.

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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