Una volta, anche due, sono andato a vedere un gran film in 3D ma tutte
quelle trombe mi hanno buttato fuori dalla storia verso l’uscita: “delusione“.
L’effetto era come di una promessa non mantenuta. Poi ho visto questi corti
e ho capito che le piccole storie aprono un grande spazio libero per viverci
dentro. Indicano strade, riassumono un sapore, lasciano impronte che puoi calpestare, possono avere un grande valore e mantengono una promessa onestamente: “questo è quanto”. E in effetti questo si rivela essere quanto significa per te. Poco? Nulla? Tanto? Bello? Forse tutto, tranne che “Brutto”: penso infatti che il ‘requisito’ della bruttezza non sia da ricercare nelle caratteristiche proprie di un oggetto, ma sia propriamente il risultato di una certa insistenza, come proprietà dell’oggetto stesso o della proposta che ce ne viene fatta. Le piccole storie non insistono. Esistono e basta. Discrete. Che ne pensate?



