Alice nel paese della delusione

“Alice in Wonderland sta agli altri film di Tim Burton come la cassata sta alla cassata al forno”. Roberto Alajmo

Magari quest’Alice in Wonderland fosse stato una copia spudorata del capolavoro pop che fu il vecchio film Disney! E’ il seguito progettato da Burton e da una autrice del Re Leone che hanno preso la storia originale e hanno cercato di immaginare il ritorno di Alice nel Paese delle Meraviglie, che ora si chiama Sottomondo ed è orfano del mitico Humpty Dumpty.

Alice deve riconquistare la sua “moltezza” per far che? Schivare un matrimonio con un lord molliccio e accoppare un drago che si chiama – che paura! da schiattar dal ridere! – Ciciarampa. Che già basta ‘sto nome di battaglia per togliersi gli inutili occhialetti e con le aste tagliarsi i polsi per aver fatto un’ora di fila.

E per non farci mancare nulla c’è una mezza lovestory irrisolta tra Alice e il Cappellaio Matto – Willy Wonka che s’è mangiato una caramella alla carota preparata dalla Lepre Marzolina? – che si dedica pure alla deliranza. Avete presente i balli in stile Bollywood? Ecco, peggio. Il 3d serve per vedere meglio soltanto le piroette dello Stregatto, il volo del Brucaliffo diventato farfalla e quattro soffioni. Come definirlo? Per citare Fantozzi: una cagata pazzesca.

Una cagata – scusate il francesismo – da 10 euro vista quasi sempre pure nelle file finali e nei posti laterali per la moltitudine di pubblico manco dessero gratis pacchi di pasta in tempo di guerra. In giro per la rete siamo in troppi a condividere la sensazione di cocente fregatura per l’ennesima occasione sprecata. Con qualche strabiliante eccezione.

4 pensieri riguardo “Alice nel paese della delusione”

  1. D’accordissimo,ma dove e’ finito il vero Tim Burton? Che sia stato sostituito da un clone malriuscito? Che delusione ragazzi…

  2. Ipotesi più che plausibile. Da bambino a forza di rivederlo ho consumato la videocassetta di Edward Mani di Forbice e Big Fish è il mio film preferito. Gli avevo perdonato perfino la Fabbrica di cioccolato e Sweeney Todd ma qui c’è poco da condonare. Soprattutto per quanto ho aspettato la sua Alice! Dalla prima immagine del Cappellaio Matto ho iniziato a sognare un mondo delle meraviglie burtoniano e mi sono ritrovato in quella fetecchia…

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