Telemomò, surreale tv autarchica

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La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa (K. Marx).

Andrea Cosentino, attore, autore, comico e studioso di teatro, dà vita alla sua surreale televisione autarchica. Questo sceneggiato è stata la prima trasmissione, andata in onda il 26 gennaio scorso. Da allora, ogni martedì TELEMOMO’ si aggiorna con un nuovo programma. Così ne parla l’autore.

È la seconda volta della televisione. O del tramonto di un elettrodomestico. E’ televisione a filiera corta, autarchica, ecologica e interattiva. E’ il disvelamento esilarante della povertà del linguaggio televisivo, con il suo bagaglio di campi e controcampi, primi piani espressivi e dettagli significativi, che viene mimato mediante la povertà materiale di un teatrino d’animazione artigianale. Un cavalletto sul quale è fissata la cornice bucata di una televisione, tanto basta per rappresentare sceneggiati, telegiornali, documentari e pubblicità. Il montaggio è il dentro-fuori di primi piani reali e bambole di plastica che “tribbolano” sbatacchiandosi, mezzibusti televisivi fatti di barbie senza gambe, e ancora parrucche, giocattoli, pezzi di corpo e brandelli di oggetti.

TELEMOMO’ è anche il pulpito dal quale lanciare “autorevolmente” improbabili proclami politici e surreali analisi sociologiche.

Se la televisione ha fatto l’Italia di oggi, di lì si dovrà passare per disfarla.

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

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