Ti sei ricordato di timbrare?

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Sì ho timbrato, oggi per l’ultima volta.

È scaduto il contratto, cercherò altrove. Chissà quanti posti dovrò ancora frequentare prima di raggiungere la dignità che queste scarpe di contadino hanno ottenuto in lunghi e faticosi anni. Loro hanno avuto il privilegio di pestare sempre lo stesso campo. Di non confondersi al cambio stagione. Di potersi formare una conoscenza unitaria sulla terra grazie all’orma lasciata il giorno precedente. Il mio passo per un anno è scivolato sul taglio di una banda magnetica. E ora sono bandito.

Come renderà oggi questi frantumi l’occhio del Pittore?

Dal 1981 racimola una laurea del primitivo ordinamento con tesi in semiotica della letteratura sul tempo nei racconti di Borges; un paio d’anni a scrivere per La Sicilia e un pirandelliano tesserino da giornalista professionista; diversi e non conclusi anni di teatro per ragazzi a muovere e suonare per i burattini; un progetto di digitalizzazione bibliotecaria alla Sapienza, qualche poesia sparsa in varie antologie e l’attuale attività di traduttore e lettore. Adora religiosamente i classici e la poesia.

3 Comments

  1. “Loro hanno avuto il privilegio di pestare sempre lo stesso campo.”
    La domanda allora è: “noi avremo altri privilegi? Se sì, quali?”. Spero un giorno di rispondermi.

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