Non siamo, nè vogliamo essere istituzionali. Secondo me è giusto che si riconosca a livello globale un giorno come questo. Mi pare di aver sentito che in Olanda per un minuto, ovunque si trovi, ogni persona si ferma: per strada, a lavoro, sui marciapiedi, in televisione, nei supermercati… E’ un bel gesto perchè è fisico e muto, e riconduce la memoria che si fa al suo legame col corpo che la rende presente. Perciò il singolo forse non dimentica, ma per il corpo astratto della collettività è diverso. Lascio qualche traccia per un silenzio di lettura sul tema: ai candelabri, fuga di morte, centro di documentazione e qualcos’altro.
8 Commenti
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io sapevo che a varsavia ci si ferma a settembre per la commemorazione della dichiarazione di guerra e dell’invasione successiva della polonia…
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e comunque, come ho detto anche altrove, pensiamo anche al sangue dei palestinesi. Dovremmo ricordare ogni giorno anche tante altre vite.
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1. Storia e memoria: perchè dividere le due cose?
2. Generalizzando le tragedie e considerandole “troppo poco uniche” si rischia di perdere di vista il motivo per cui ci indigniamo.
3. I “testimoni” non è sempre detto che trovino la possibilità di amplificare la propria voce come hanno fatto gli ebrei sopravvissuti all’olocausto.
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hai detto bene la data è una questione politica.
Il punto è “chi stabilisce cosa”.
Non voglio giocare a essere “contro” gettando fango sulla memoria dell’olocausto in favore di altri eccidi. Israele uccide, anacronisticamente afferma la sua ideologia. Distrugge e demonizza culture. E tutto questo è quotidiano, è storia.
E’ assurdo pensare che qualcuno possa avere il diritto di sventolare con la mano sinistra la bandiera dei diritti umani e brandire allo stesso tempo con la destra quella dell’odio e della sopraffazione.
L’intenzione di chi perpetua la memoria è vana se non ha un riscontro presente, reale, odierno.





