Comunque e sempre vita

Ha una tastiera felice lo scrittore Marco Candida nel delineare in questa sua riflessione la dialettica tra senso e significatività: In questi ultimi anni che sono uscito, anche per scelta (forse da vero sognatore concreto), dal senso comune, e dalle regole dei modelli socio-economici della società dei capitali, o quantomeno mi ci muovo, ma con un senso crescente di disagio, e una percezione sempre più inarrestabile di nauseante contraddizione, mi sono reso conto che quando la vita non ha più molto senso ciò che rimane è comunque e sempre la vita.

Forse non ci sarà  più molto senso ma si schiude comunque una significatività diversa e tutto sommato è proprio questa significatività che ho sempre ricercato nelle persone e nelle cose, e di questa significatività ho sempre scritto: un uomo può anche essere ridotto al più arrugginito pezzo di rottame di questa terra ed eppure essere dotato di una significatività certamente molto superiore rispetto a una marea di altri poveri stronzi che si limitano soltanto a galleggiare. […]

Come se davvero esistessero uomini a cui affidiamo tacitamente il compito di soffrire per tutti quanti noi, di uscire dal senso comune, per entrare nella significatività pura, chissà per quale rotta ragione irrazionale, ad ogni modo questo medito qualche volta mentre cammino tra la neve di Grand Forks, nel freddo, sentendomi a poco a poco come sparire.

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