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La 60esima microcenturia è la prima pagina di “Tre gocce di Zammù” e merita più d’una visita tutto il progetto.
Marco Bisanti ha spiegato a “Festinare lente” il senso del nostro battagliare e nel frattempo è uscito pure Palermo, geografie del mistero che contiene “Via Lincoln” del nostro Pintacuda che “procede sul filo della memoria goliardica, narrando una rocambolesca iniziazione pornosatirica che prelude a un’efferata carneficina”, come l’ha sintetizzato Marcello Benfante.

Non siamo, nè vogliamo essere istituzionali. Secondo me è giusto che si riconosca a livello globale un giorno come questo. Mi pare di aver sentito che in Olanda per un minuto, ovunque si trovi, ogni persona si ferma: per strada, a lavoro, sui marciapiedi, in televisione, nei supermercati… E’ un bel gesto perchè è fisico e muto, e riconduce la memoria che si fa al suo legame col corpo che la rende presente. Perciò il singolo forse non dimentica, ma per il corpo astratto della collettività è diverso. Lascio qualche traccia per un silenzio di lettura sul tema: ai candelabri, fuga di morte, centro di documentazione e qualcos’altro.
27.01.2010 → 8 Commenti“Alice in Wonderland sta agli altri film di Tim Burton come la cassata sta alla cassata al forno”. Roberto Alajmo
Magari quest’Alice in Wonderland fosse stato una copia spudorata del capolavoro pop che fu il vecchio film Disney! E’ il seguito progettato da Burton e da una autrice del Re Leone che hanno preso la storia originale e hanno cercato di immaginare il ritorno di Alice nel Paese delle Meraviglie, che ora si chiama Sottomondo ed è orfano del mitico Humpty Dumpty.
Alice deve riconquistare la sua “moltezza” per far che? Schivare un matrimonio con un lord molliccio e accoppare un drago che si chiama – che paura! da schiattar dal ridere! – Ciciarampa. Che già basta ’sto nome di battaglia per togliersi gli inutili occhialetti e con le aste tagliarsi i polsi per aver fatto un’ora di fila.
E per non farci mancare nulla c’è una mezza lovestory irrisolta tra Alice e il Cappellaio Matto – Willy Wonka che s’è mangiato una caramella alla carota preparata dalla Lepre Marzolina? – che si dedica pure alla deliranza. Avete presente i balli in stile Bollywood? Ecco, peggio. Il 3d serve per vedere meglio soltanto le piroette dello Stregatto, il volo del Brucaliffo diventato farfalla e quattro soffioni. Come definirlo? Per citare Fantozzi: una cagata pazzesca.
Una cagata – scusate il francesismo – da 10 euro vista quasi sempre pure nelle file finali e nei posti laterali per la moltitudine di pubblico manco dessero gratis pacchi di pasta in tempo di guerra. In giro per la rete siamo in troppi a condividere la sensazione di cocente fregatura per l’ennesima occasione sprecata. Con qualche strabiliante eccezione.
6.03.2010 → 1 Commento
