Su facebook è bene solo stenderci i panni

Facebook è un imbuto che scola nel nulla. Oppure… Non si dovrebbe mai dire di un mezzo se sia in sé più o meno accettabile, televisione, radio, cinema, libro, internet. La stessa parola “mezzo” ci aiuta a correggere il tiro sul giudizio che diamo in maniera così spiccia: l’altra parte che fa l’intero di ogni mezzo siamo noi. Il giudizio dovrebbe passare così dallo strumento ai modi del suo utilizzo.

Facebook era un imbuto che scola nel nulla. Eppure c’è un mio amico che con questa “rete sociale” ha trovato casa in un posto sperduto della provincia casertana che fa circa 500 persone. Ci sono tanti che fissano appuntamenti, scambiano file e informazioni, oppure organizzano il No B day. Ce n’è un altro invece che ormai non ha più una vita (sociale), è rimasto impigliato in questa (sociale) rete, nella serie neo cartesiana “aggiorno il mio stato, quindi sono”, ma in terza persona.

Vero è che ogni canale (espressivo) detta in parte autonoma i modi del suo utilizzo condizionandone variamente i contenuti. Ci si deve cioè adattare alle particolarità “grammaticali” del mezzo scelto per riferire un’idea, arrivando anche a cambiare elementi fondanti della sua realizzazione, laddove la forma equivale al contenuto. Ma nessun vero contenuto può abitare un flusso continuo di plurime fonti per viandanti selezionati. Al limite, può solo passare da lì; e infatti anche noi lì abbiamo il nostro avamposto per stenderci i panni. Ma poi li ritiriamo, e li stiriamo qui.

Per quel che riguarda la nostra opinione di Pupi, lo svanire continuo dei contenuti messi su facebook è per caso servito da catalizzatore per il minimo di ego che ogni essere umano normale necessita coltivare, nel nostro caso, con la scrittura. Polarizzando molta parte di quello che non merita (né manco aspira) di vivere oltre l’istante che dura un passaggio nell’homepage dei propri contatti, questa piattaforma sta rilevando dal web buona parte della pulviscolare scrittura senza progetto.

Così, quello che merita di restare l’eternità telematica di un paio di giorni, secondo alcune linee decise in libera sintonia tra chi s’impegna a fare le cose con cura, non si perde in una cascata ma è una vena che – a nostro parere – sta emergendo sempre di più nella miniera del web. Pensando persino di poter essere utili a chi condivide rotte simili alle nostre, ci auguriamo che il navigatore curioso possa riporre fiducia nelle nostre proposte e venga a trovarci sempre più spesso.

2 pensieri riguardo “Su facebook è bene solo stenderci i panni”

  1. Condivido perfettamente l’opinione sull’argomento e appoggio i vostri intenti di ” essere utili a chi condivide rotte simili” alle vostre…per esempio io!
    Lucia.

  2. Grazie Lucia!
    da poco abbiamo notato un effetto collaterale a questo stendere i panni altrove: su facebook infatti – come era forse prevedibile – talvolta restano anche a sgocciolare! Il riferimento è ai commenti che spesso vengono fatti lì, in calce ai link in bacheca, invece che qui alla fine degli articoli. Così, integrando questa nota sull’utilizzo di quella piattaforma, annotiamo anche l’inevitabile perdita di qualche piccola goccia per strada.

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