Vincenzo Mollica presenta la sceneggiatura di Baarìa

«Una sceneggiatura può forse regalare l’illusione di percorrere il viaggio di un altro viaggiatore, emozionandoci con le sue stesse emozioni, dubitando i suoi stessi dubbi, amando i suoi stessi amori, tormentandoci dei suoi stessi tormenti, sognando il suo stesso sogno».
Giuseppe Tornatore
“Baarìa” è il nome dialettale di Bagheria, cittadina alle porte di Palermo, ricca di storia e di ville settecentesche, paese natale di Giuseppe Tornatore, il quale ha così intitolato il suo ultimo film, in concorso alla 66^ Mostra del cinema di Venezia, la cui sceneggiatura questo libro proporrà in contemporanea all’uscita della pellicola nelle sale cinematografiche.
Attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia di Bagheria, – Giuseppe e Mennina, i loro padri, i loro figli – il libro racconta un secolo di storia italiana, le guerre mondiali e l’avvicendarsi di fascismo e comunismo, democrazia cristiana e socialisti. I luoghi che più hanno segnato l’infanzia del regista sono la casa dei nonni e il cinema. “Al tempo del fascismo la sala di Bagheria si chiamava ‘Cinematografo Littorio’ – racconta Tornatore –. Dopo la guerra si dovette cambiarne il nome. Ma era scolpito a caratteri cubitali sul frontespizio dell’edificio. Costava un occhio della testa. Così, il proprietario, per risparmiare, aguzzò l’ingegno e modificò solo la prima e l’ultima lettera: Littorio diventò Vittoria”.
“Si potrebbe definire un affresco corale, io preferisco dire che “Baarìa” è una commedia, piena di ironia… Come nella migliore tradizione, la risata è l’anticamera per una riflessione più seria. Per esempio sulla politica, all’epoca in cui suscitava entusiasmi e simpatie. A Bagheria, poi, la politica aveva la dimensione del villaggio. Bastava passeggiare per il corso e sapevi tutto ciò che succedeva al mondo. Incontravi gli assessori, i sindaci, discutevi con loro. Era un rapporto direttissimo.
«Baarìa è un suono antico, una formula magica, unachiave, il nome di un paese siciliano dove la vita degli uomini si dipana lungo il corso principale. Pochecentinaia di metri in cui imparare ciò che il mondointero non saprà mai insegnarti».

Un nuovo appuntamento s’aggiunge alla manifestazione “Bagheria aspetta Baarìa”: giovedì 24 settembre, alle 16 a Villa Palagonia, (piazza Garibaldi 3, Bagheria), Vincenzo Mollica e Giuseppe Tornatore, presentano il nuovo libro edito da Sellerio, Baarìa. Si tratta della pubblicazione della sceneggiatura originale del lungometraggio firmato dal regista bagherese.

«Una sceneggiatura può forse regalare l’illusione di percorrere il viaggio di un altro viaggiatore, emozionandoci con le sue stesse emozioni, dubitando i suoi stessi dubbi, amando i suoi stessi amori, tormentandoci dei suoi stessi tormenti, sognando il suo stesso sogno».
Giuseppe Tornatore

Attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia di Bagheria, – Giuseppe e Mannina, i loro padri, i loro figli – il libro racconta un secolo di storia italiana, le guerre mondiali e l’avvicendarsi di fascismo e comunismo, democrazia cristiana e socialisti. I luoghi che più hanno segnato l’infanzia del regista sono la casa dei nonni e il cinema. “Al tempo del fascismo la sala di Bagheria si chiamava ‘Cinematografo Littorio’ – racconta Tornatore –. Dopo la guerra si dovette cambiarne il nome. Ma era scolpito a caratteri cubitali sul frontespizio dell’edificio. Costava un occhio della testa. Così, il proprietario, per risparmiare, aguzzò l’ingegno e modificò solo la prima e l’ultima lettera: Littorio diventò Vittoria”.

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