Censimento web letterario. Prima puntata.

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Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Nascono, mutano e muoiono di continuo blog più o meno letterari. Seguendo la definizione della puntuale guida di Giuseppe D’Emilio, i blog letterari sono – per evitar fraintendimenti – quelli in cui prevalenti sono riflessioni sulla letteratura,  recensioni librarie e produzioni di testi narrativi.

L’anno horribilis è stato senza dubbio il 2008. A sei anni dall’esplosione del fenomeno blog seccarono simultaneamente le fonti d’ispirazione di alcuni dei più memorabili weblog della repubblica delle lettere.

Herzog, lettere dal fronte ha chiuso il 17 marzo del 2008. E effe chiuse pure tutti i progetti che aveva partorito e avviato.

Buràn era uno tra i pià azzeccati progetti del web. La traduzione di post dalle varie parti del globo affidata ad altrettanti blogger italiani: “Ci sono mondi che si raccontano, là fuori. Mondi distanti e differenti, voci che chiedono ascolto. Buràn è una rivista letteraria che insegue e traduce storie dal Web di tutto il mondo, annullando distanze e silenzi”.

Sacripante – scritture in metamorfosi tentò di mettere assieme blogger per una rivista monotematica. Arrivò al numero 7, lasciando malinconica in copertina la faccia d’un vecchio lupo di mare, che si gratta per sempre il volto.

Musicaos si fermò pure nel 2008 ma avvisa via twitter proprio in questi giorni il suo timoniere Luciano Pagano che “la nuova casa inizierà a riempirsi a breve”

Demetrio Paolin,  autore del primo saggio in pdf recensito anche dalle prestigiose colonne del Corriere della sera, è adesso in libreria con Il mio nome è legione. Lo scrittore torinese scelse di chiudere la sua amarezza d’un disturbo post trauma il 22 luglio, sempre del 2008 concludendo con Eliot: È questo il modo in cui finisce il mondo / È questo il modo in cui finisce il mondo / È questo il modo in cui finisce il mondo / Non già con uno schianto ma con un lamento.

E hanno chiuso i battenti anche i riuscitissimi cazzeggi letterari del traduttore Lucio Angelini.

Accanto a più o meno blasonati blog di letteratura che tramontano, altri prendono vita con le idee chiare e un piano redazionale dettagliato. Come il magazine di “lettura creativa” Finzioni, giunto già al terzo numero con una grafica leggera e ben curata. Un coinciso manifesto ci informa che “le idee buone sono sempre brevi. E innumerevoli. Ogni libro, reale o inesistente, le porta con sé. L’impegno di queste pagine, e di quelle future, sarà di parlare di libri attraverso le loro idee: brevi, diagonali, alla svelta. Sarà di non entrare in nessun libro ma circolare in tutti. […]Per questo vogliamo essere lettori, non scrittori. Crediamo che la lettura sia un atto creativo e, semplicemente, la trascriviamo”.

Lo scrittore, consulente editoriale e talent-scout Giulio Mozzi ha traslocato prima da dada.net su giuliomozzi.com per poi approdare a un sottodominio della sua creatura vibrissebollettino.net, per tornare infine a gestire solamente vibrisse, sfumando i confini già labili tra il bollettino e il resoconto del suo lavoro nel mondo dell’editoria. Il suo nuovo diario coincide semplicemente con la nuova casa del suo bollettino.

Lo scrittore Giuseppe Genna ha lasciato come mastodontico archivio i suoi Miserabili e ha ripreso ad accatastare materiali letterari e piccole perle nel suo sito personale.

Sopravvivono immutate Nazione Indiana e Il primo amore, quest’ultimo ha un equivalente cartaceo d’ottimo livello pubblicato dalle edizioni Effigie.

Sempre più seguito il blog letterario La poesia e lo spirito, capitanato da don Fabrizio Centofanti, che ha assistito sino all’ultimo quel grand’uomo che fu Don Mario Torregrossa, parroco della Chiesa San Carlo da Sezze d’Acilia.

Concludo questa prima, parziale, monca e incompleta ricognizione segnalando le ultime parole di Gino Tasca, che amò Shakespeare e scrisse sino a poche settimane prima della morte sulle pagine della sua compagnia di scrittura.

9 pensieri riguardo “Censimento web letterario. Prima puntata.”

  1. un’iniziativa stramaledettamente utile e che, tra l’altro, contiene in sé il requisito di valore di cui necessita ogni curioso e appassionato navigatore di questo mare MAGNUM P.I. che è internet: la capacità di fare una selezione, accidenti, o per lo meno la possibilità di “risalire a”

  2. Felice che l’operazione sia di qualche utilità. Premetto che è incompleta e non indaga sulle reali motivazioni della scomparsa di alcuni riuscitissimi blog. Nella seconda fase proverò a contattare qualcuno dei blogger superstiti per commentare assieme questa piccola parzialissima mappa.
    Qui cercando materiale per la mia indagine ho trovato un lungo elenco di webzine italiane.

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