Censimento del web letterario italiano. Introduzione.

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Propizia l’estate per principiar un censimento della cosiddetta lit-o-sfera italiana, che sarebbe poi il web letterario dello Stivale. Sbirciare leggio leggio chi è rimasto, chi è passato a miglior vita, chi ha pubblicato, chi s’è arricchito d’esperienze, chi ha scelto di tacere e chi ha semplicemente traslocato su facebook scegliendo di praticar stipsi scriptoria inseguendo haiku. Son gradite, come sempre, fertili collaborazioni.

Gli spazi web dedicati alla letteratura e all’amor per libri e narrazioni avevano avuto un vero e proprio boom tra il 2003 e il 2007. Nascevano quotidianamente webzine, blog letterari, progetti condivisi, case editrici dedicate esclusivamente a pubblicar blogger che erano penne dannatamente buone. Poi pian piano si sono spenti.

Hanno chiuso blog che erano più seguiti d’un giornale. Piccoli generatori d’opinioni che avevano un pubblico affezionato e vastissimo.

A due anni di distanza – che nel web sono un’era geologica – si possono tirare finalmente le somme. Senza dimenticare che Facebook ha dato la spallata finale, vuoi la praticità, vuoi la rapidità, vuoi l’illusione della partecipazione più diretta (rispetto a uno scatto dei contatori dei vecchi blog, vedi chi ti legge, scegli a chi far leggere le tue note).

Che sia vero che FB e la possibilità di sbirciare autorizzati – sommo plus valore! – vite altrui sia la frontiera finale? Perché se il nocciolo è nella velocità e nella sintesi dovrebbe essere twitter a trionfare nell’italico web letterario.

Prima ai lettori dovevi offrire CONTENUTI, approfondimenti. Un commento dovevi sudartelo.

Sia ben chiaro: Facebook è e resta un utilissimo mezzo di comunicazione, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Fa circolare idee e contenuti. Ma la forma è vistosamente sacrificata.

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