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Si legge e si consumano canzoni, musiche e immagini nel teatro dei pupi. Dietro la tenda rossa, appena dietro le spade di glassa e le piume dei pennacchi c’è chi si confronta con l’uomo con la faccia deturpata da storie e le sue canzoni a manovella; c’è pure chi lotta contro il tempo materiale e chi si dedica ad animare un secchio di monezza, degno profeta di questi anni. Una nuova penna ci narrerà la lenta morte di una libreria.



