Stiamo cercando di resistere

La lettura ha un suo simbolo iconografico. È una fotografia scattata nel 1940, durante i bombardamenti tedeschi di Londra. Mostra le macerie di una biblioteca. Al di là del soffitto crollato si vedono i fantasmi degli edifici circostanti; al centro del pavimento, un intrico di travi crollate e di mobili in frantumi. Ma tutt’intorno gli scaffali sono rimasti in piedi, e i libri ancora ordinatamente allineati sembrano intatti.

Tre uomini sono ritti in piedi fra le rovine. Uno come se fosse incerto sul libro da scegliere, sembra leggere i titoli sui dorsi; un altro, con gli occhiali, sta tirando fuori un volume; il terzo legge, tenendo un libro aperto fra le mani.

Non stanno voltando le spalle alla guerra, non ignorano la distruzione. Non stanno cercando nei libri un’alternativa alla vita. Stanno tentando di resistere, di superare i tempi bui: di riaffermare il diritto di cercare una risposta, di capire: fra le macerie sperando in quell’improvvisa, meravigliata intuizione che talvolta ci dà la lettura.

Alberto Manguel, Una storia della lettura, Mondadori 1999, pp. 311

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