Una volta, anche due, sono andato a vedere un gran film in 3D ma tutte

quelle trombe mi hanno buttato fuori dalla storia verso l’uscita: “delusione“.

L’effetto era come di una promessa non mantenuta. Poi ho visto questi corti

e ho capito che le piccole storie aprono un grande spazio libero per viverci

dentro. Indicano strade, riassumono un sapore, lasciano impronte che puoi calpestare, possono avere un grande valore e mantengono una promessa onestamente: “questo è quanto”. E in effetti questo si rivela essere quanto significa per te. Poco? Nulla? Tanto? Bello? Forse tutto, tranne che “Brutto”: penso infatti che il ‘requisito’ della bruttezza non sia da ricercare nelle caratteristiche proprie di un oggetto, ma sia propriamente il risultato di una certa insistenza, come proprietà dell’oggetto stesso o della proposta che ce ne viene fatta. Le piccole storie non insistono. Esistono e basta.  Discrete. Che ne pensate?

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9 marzo 2010

Tim mani d’incanto

di Nino Fricano | Archiviato in Fruizioni

Uno come Tim Burton è la speranza di tutti noi. Noi giovani testainaria, macchiafoglimalgradotutto e anelanti di vita intensa. Ci dà una giustificazione per esistere e continuare a lottare, seppur a modo nostro. Appunto a modo nostro.
Ci dà un appiglio tra il nostro eterno pensiero divagante e il freddo ciclico e crudele del mondo di [...]

Io sono più di Io Sono se
decreto la Legge e ne detto
anche l’interpretazione.
Sono il grande Dettatore e
ciò che detto è detto per la
vostra libertà di preferirmi.
Sul Colle di notte ho reciso
l’ultima gemma imperfetta
e ho ricucito la mia Parola
sulla mia pancia che cresce.
L’ho fatto per voi e vi dico:
che nessuno creda al popolo
in lutto vestito di [...]

Ho applaudito Bruno Vespa. Ed ero convinto e sorridevo. Si chiama “tutti devono potersi esprimere”, articolo 21 della Costituzione. Si chiama Voltaire. Non ci potevo credere. Moralmente è stato questo il momento topico della mia partecipazione alla manifestazione “Riaccendiamo tutto” di ieri sera, organizzata in estemporanea dal sindacato dei giornalisti contro lo stop ai talk [...]

Se l’Alice di Carroll fosse nata a Palermo sarebbe stata Annina Tirone, la quindicenne che inventa parolacce e turbominchiate tra le catapecchie di Fondo Picone, lì dove i sorci intingono per bene le code in quel rigagnolo che un giorno fu il fiume Oreto.
Annina esce dalle pagine de L’invenzione di Palermo, opera prima di Giuseppe [...]

28 febbraio 2010

Tre gocce di zammù (4)

di Tonino Pintacuda | Archiviato in Creazioni

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«Rossellina, lo vuoi un mottarello?»
«Minico, quelle cose confezionate lasciale agli americani e agli amici loro, che meglio del gelato alla nocciola del bar Carmelo non ce n’è»
Nell’emporio dei Lanzafame era arrivata un’alitata di progresso, dopo quasi cent’anni di resistenza a qualsiasi novità, accanto alle bottiglie d’anice comparvero di soppiatto le merendine e le patatine imbustate. [...]

Che l’idea del ponte sullo stretto sia il perfetto incrocio tra il delirio d’onnipotenza di un megalomane (e nella formulazione di questa frase mi imbatto fieramente nella tautologia) e il più grande affare del più volte denunciato sodalizio tra stato e mafia, questa è roba vecchia. Per lo meno, lo è per quel nutrito gruppo [...]

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