Madrid e la riscoperta della lentezza

di Silvia B.

Alle otto e mezza del mattino a luglio c’è già un sole splendido, ma ancora non caldo. La luce bacia qualsiasi superficie e il concetto di ombra appartiene a un passato recente. Sento i gabbiani, nonostante io sia nel centro della città, e mi sento vicina al mare. Gli spazi ampi della Gran Via e il bianco della maggior parte degli edifici, altissimi, imponenti, rendono tutto ancora più luminoso e lo spazio tra una persona e l’altra diventa quello giusto, non troppo stretto, non accalcato e intollerante, non troppo largo, non freddo e solitario.
La gente cammina senza il timore di incontrarsi, e per questo non si scontra mai. Nessuno ha da difendere il proprio spazio, nessuno impone la propria traiettoria.

Il buongiorno non è uno solo, qui mi augurano “buoni giorni”, un plurale che ad ogni saluto ti fa sentire un po’ al 31 dicembre, come se nei sorrisi degli occhi fossero riflessi i bicchieri di un brindisi alla gioia. È un po’ questa l’aria che si respira intorno alle 10 di mattina, quella di una festa a sorpresa in cui siamo tutti festeggiati e nessuno sa di esserlo. L’allegria è la stessa di quando finisce la scuola e finalmente si possono mettere via i libri. Continue reading

Un’altra ruga di Palermo

Ricopio il bell’articolo di Daniele Billitteri uscito ieri sul Giornale di Sicilia. Da due anni il quartiere Vergine Maria di Palermo ha ripreso una storica festa di borgata, unendo all’intrattenimento anche la denuncia sul rischio che si perda tutto un mondo, una cultura e un’identità storica locale che per secoli ha ruotato intorno alla meravigliosa tonnara Bordonaro.

Ufficialmente è una festa. Di fatto è una protesta. Ma le due cose decidono di convivere e mettono su casa insieme diventando una festosa protesta. La borgata di Vergine Maria, per il secondo anno consecutivo (e dopo una pausa, chiamiamola così, di 30 anni), ha festeggiato i pescatori con una serie di manifestazioni iniziate giovedì scorso e finite ieri sera. Per rinfrescare la memoria, per parlare a tutta la città, per dire che il destino di una borgata non può essere quello di un satellite che gira attorno al Pianeta, che c’è una cultura che non va persa. Specie se con essa si perdono identità, connotati e cuore a vantaggio di un concetto di divertimento uguale dappertutto.

Gisella Taormina è la presidentessa dell’associazione “Nostra Donna del Rotolo”. “Noi – dice – con questa festa abbiamo raccontato la storia di Vergine Maria, una borgata bellissima, dal passato prestigioso”. E uno dei responsabili dell’associazione, Giuseppe Alessi, sottolinea: “Tanti anni fa Vergine Maria era un opificio a cielo aperto. Ma lei lo sa che qui si costruiva il cordame usato nella marineria di tutta Italia?”. E Agostino Prestigiacomo, 84 anni, racconta di essere stato anche lui un cordaro al punto di avere fatto di tutto con le corde: modellini di barche, perfino un presepe lodato dall’Arcivescovato. Ora lo invitano nelle scuole a insegnare ai ragazzini a fare i nodi marinari: il Savoia, il Parlato, le Gasse d’amante, la Bandiera.

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Palestina

Fra poco la morte cambierà nome: si chiamerà palestina; i morti, palestini. Allora succederà che un uomo, raggiunto l’ultimo buco di culo non ancora esplorato del pianeta, lo battezzerà morte e la tribù che ci viveva – insieme all’arrembante nuova “civiltà” – si chiameranno morti. E se ne parlerà in toni perfettamente normali, perché la paura e l’angoscia si saranno spostate su quell’altra parola.
Quando palestinerà il vecchio capo tribù, l’intera comunità costruirà un monumento in suo onore indicendo il lutto nazionale. Per spiegare la cosa ai loro figli, le madri diranno che il vecchio capo ha raggiunto i nonni, nella terra bagnata dal Giordano di cui parlano i testi sacri e che un giorno, prima o poi, raggiungeremo tutti. Qualche bambino, ancora troppo piccolo per capire il concetto di palestina, farà spallucce e tornerà a giocare spensierato in giardino, sotto il cielo sereno di morte.

Non avere paura dei libri – Tra carta e memoria,
il viaggio di Christian Mascheroni

Di libri lo scrittore e presentatore Christian Mascheroni se ne intende dopo tanti anni al timone con Marta Perego di “Ti racconto un libro”, la trasmissione in onda su Iris. È un’occasione unica sentirlo passare dall’altra parte e raccontare il suo libro, Non aver paura dei libri (Hacca Edizioni) nato dai ricordi più intimi della sua famiglia.

(già pubblicato su Televisionet.tv, la prima web-tv italiana)

LIBRI PER L’ESTATE
“Lorenzo Segreto” e la città senza memoria

“Un filo lungo più di cinquant’anni. Una ragnatela intricata. E, al centro, il Grande Ragno in attesa”. Il secondo romanzo di Fausto Vitaliano, scrittore e sceneggiatore di punta del fumetto italiano, gira intorno a un interrogativo: per quale motivo siamo al mondo? Tra le pagine pubblicate da Laurana Editore ci sono i giochi spietati della finanza, tra le strade e i locali di Milano, la città “piena zeppa di futuro ma senza passato”. Ai nostri microfoni l’autore ci racconta la storia di Lorenzo e del suo viaggio nella memoria. Perché tutti veniamo al mondo per sistemare una cosa. Una sola cosa.